Ritornadi

Rieccoci qua, dopo tanto tempo, dopo tante imprese, per la maggior parte vane. Rieccomi ad imprimere lettere su fogli bianchi. Fogli che non hanno mai sentito la mia mancanza, come io non ho mai sentito tale mancanza verso il loro bianco. Continua a leggere

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I Bimbi Sperduti – Giorno 11

Giorno 11

Un altro mezzo giro e avrebbe finito. Mezzo giro soltanto e avrebbe potuto riposarsi dalle faticose ore passate tra grasso e olio per motori. Nel capanno, gli attrezzi sparsi, riflettevano la luce del sole che filtrava tra le crepe delle lamiere di metallo arrugginito, mentre la primavera, tutta intorno, colorava le piante di fiori e rendeva l’erba ancora più soffice. Continua a leggere

Galateo Truce

Soffro come un mare arginato da paludi, come l’acqua racchiusa in tutta la potenza di un temporale.
Parole espresse nei sotterranei, alghe marine rimaste tra i denti di un crotalo morto.
La luce racchiusa nei denti marci di un fumatore d’oppio, l’altalena spezzata di quell’orfano.
Mi voglio togliere gli occhi dalle orbite e pulirli con petali di rosa,
profumarli.
Mi manca l’amore e l’affetto di quella donna, mi manca tutto.
Taglierei alla base l’Himalaya o chi per lei se potesse rendermela, farei appassire tutte le creature viventi, e invertirei l’ordine del cielo e della terra, della vita e della morte, dell’asciutto e del bagnato.
Darei acqua tutti i giorni a quelle piante grosse e la toglierei a quei ciclamini se servisse.
Toglierei il bastone a quel vecchio cieco e l’amore a, no, l’amore non lo toglierei a nessuno che ce l’abbia, come la poesia, non la toglierei a nessuno, nemmeno a quella vecchia decrepita tarantola.
Per il resto farei a meno della mia vita se servisse.
Castrerei il gallo che il mattino canta la sveglia e mozzerei le dita delle scimmie bonobo.
Arriverei fino a munire di seghe gli abitanti della giungla e poi gliene insegnerei l’utilizzo funesto.
Già sto pregando, sbaglio intento, non mi riesce.
Voglio abbandonare tutti i porti, farli abbandonare. Creare confini insormontabili.
Rendere schiavi tutti l’uno dell’altro finchè il più nobile non diventi il più cannibale. Lodare chi sbaglia e rendere merito a chi è meno umano a chi non scava ma infanga e basta.
Uccidere tutte le bestie o lasciarle ferite, violentare i bambini del vicino di casa, deturpare la propria immagine fino a renderla il forcone dell’abisso e succhiare dal seno della vergine la sua linfa e la sua morbidezza.
Poi strangolarla.

I Bimbi Sperduti – Giorno 5

Il caffè stava salendo dalla macchinetta, diffondendo per tutta la cucina l’aroma di chissà quale segreta miscela, come appunto informava il pacchetto, amalgamandosi dolcemente col fumo di una sigaretta accesa che lentamente si consumava sul bordo del tavolo. Nel lavandino, una pila di piatti sporchi e una pentola piena di roba ormai andata a male. Continua a leggere