Angeli di terra

M’è troppa la gioia oggi,

e il dolor m’attanaglia.

Di troppi moti mi si aggroviglia il cuore.

 

Come vulcano spento ribollo,

e come preda stremata mi accascio.

Che il suo vuoto sia la mia pienezza?

 

Con dita tozze da mani ruvide,

a passo tonfo di sorda caduta.

Risuona il silenzio di assenti carezze.

 

Tu non capirai,

e capir non t’è dato.

Sappi, di collera e tuono è ciò che ha lasciato.

 

E mi abbondo di tue speranze,

da meno non voler cadere.

Ti cerco in basso, sarebbe inutile mentire.

 

Un giorno d’onore,

un dì sfortunato.

Come campi elisi d’un verde frutteto.

 

Tu m’hai reso l’autunno,

un festoso abbandono,

Le quercie, i larici,

I castagni, i marroni..

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