Lampade, lupi, angeli e diavoli

Dal soffitto scende giù un lampadario che risponde alla domanda che mi stavo ponendo. Era così evidente. In realtà, le lampade al soffitto, sono due, una accesa, l’altra spenta. Prendono però energia dal solito allaccio che si trova al centro della stanza, e mi appaiono come una classica bilancia in perfetto equilibrio. Mi vengono in mente i cartoni animati di una volta, dove nel momento della scelta, apparivano sulle spalle del personaggio due figure, l’angelo e il diavolo. Entrambi che cercano di convincerlo a seguire una scelta piuttosto di un’ altra. Lampada accesa, lampada spenta.

So cosa stai pensando, ma se le chiamerai bene e male, non vi potrà mai essere una scelta reale, dato che fare la scelta giusta non è mai una scelta, e l’unica libertà è quella di fare la scelta sbagliata, ovviamente in questa morale. Perciò evitiamo questo scontato dualismo intellettuale e proseguiamo il discorso.

In entrambe le lampade scorre la stessa energia, la stessa che poi alimenta l’angelo e il diavolo. Due coscienze che interferiscono con quella che le alimenta.

E’ questa la domanda. Quale coscienza ha bisogno dei consigli delle proprie manifestazioni? Quale lampada seguire se entrambe sorgono dagli stessi cavi? Un passo alla volta.

Noi non siamo un essere unitario, ma frammentato, come l’energia elettrica di una casa. Ne va alle lampade, ne va al frigo, ne va alla lavatrice e al trasformatore del computer. Allo stesso modo, il nostro interno è una pluralità di soggetti con caratteristiche proprie, alimentate dalla solita fonte. In altre parole, vi è una coscienza che le racchiude tutte e che richiama a sé il soggetto più idoneo a svolgere la determinata funzione, fisica, mentale o emotiva che sia. Ci sono personalità più condivise, come appunto la suddivisone più semplice e anche devastante, l’angelo e il diavolo. Altre che sono il frutto delle nostre esperienze, del nostro vivere. Ma tutte sono la frammentazione di una coscienza univoca che resta sempre silente, che semplicemente accende e spegne lampade.

Esistono migliaia di storie ed aneddoti che raccontano ciò che sto dicendo, anche se spesso viziati dalle traduzioni, dalle proprie credenze, da ciò che era utile che quella storia raccontasse. Prendo la prima che mi viene. Dentro di te ci sono due lupi che lottano, uno bianco e uno nero, lottano ogni giorno, ma solo uno alla fine vincerà, quello che hai nutrito di più. Bella, bellissima, e sicuramente falsa. Ma il vero punto qui è che c’è una entità sui cui non ci soffermiamo mai, perchè siamo distratti dal voler sapere quale sarà il lupo che determinerà le nostre azioni.

Chi è che sta dando da mangiare ai lupi? E costui, da dove si nutre? Cosa succede se smettiamo di nutrire entrambi i lupi?

La storiella non lo dice, anzi, nessuna storiella lo dice mai. Ma qualcuno deve averci provato. Intendeva forse questo Siddharta con la terza via? Fu forse così che divenne un buddha?

Chi può dirlo.. Ma certamente ci si può provare..

Quei lupi sono come le lampade, come l’angelo e il diavolo sulle tue spalle, emanazioni di una energia, di una coscienza unitaria, che si divide e nutre altre soggettività, dove difatti le siamo tutte senza esserne nessuna. E più ti avvicini a quell’esserne nessuna, più la voce del tizio silente che nutre un po’ tutti a casaccio si fa sentire, e non come una voce nella testa, ma come una scossa che ti attraversa tutta la spina dorsale, il simbolo per eccellenza del fluire dell’energia.

Personalmente, mi sono sbarazzato di molti di questi lupi, o lampadine, o angeli o demoni, e mai in nessuno dei casi combattendoli, ma accettandoli, conoscendoli. In alcuni casi ne ho creati di nuovi, in altri, ne ho subiti di nuovi, io non sono certo un buddha, ma quando conosci quel tizio silenzioso che ti sta anche un po’ sulle balle e che un po’ ti fa anche paura, allora riesci a vedere lo schema elettrico della casa, e se ci sai fare, puoi modificare l’impianto come più preferisci, o anche fregartene e lasciarti andare a ciò che il tizio ha creato, perchè in fin dei conti chi credi che sia questo tizio? E’ per questo che ti sta antipatico e ti fa paura, perchè non è facile accettare di essere quello li.

Colgo quindi l’occasione per rispondere a chi mi ha chiesto se Altrove sa guardare altrove, affermando velatamente di quanto sia incentrato su me stesso. E’ molto semplice amico mio, a te come a nessun altro, non frega un cazzo di nessuno oltre a te stesso, ogni cosa che fai e dici lo dimostra, solo che non hai le palle di ammetterlo, perchè il lupo, la lampada, l’angelo, il demone ti fa credere che stai nutrendo qualcos’altro che non sia te stesso, che la tua critica non ti riguardi in prima persona, dove te ne tiri fuori solo perchè ti piace credere così, dove sei il primo a ferire, denigrare chi ti sta accanto solo per dimostrare che hai ragione tu. Hai ancora bisogno di altri per sentirti migliore? Solo quando smetterai di essere una parzialità, allora avrai fatto qualcosa per gli altri. Io non guardo altrove, io sono Altrove, perciò guardo un po’ dove cazzo mi pare..

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