Brevi considerazioni sulle considerazioni attuali anche esse brevi

Come il mare scuro e le nubi in tempesta

e una linea percettibile a tratti li stacca lontani

e mi impegno a strizzare gli occhi per farli riunire

invece di affrettare il passo, che la pioggia ha da arrivare.

 

Non so star lontano da nubi e temporali

Ed ogni volta che ti bagni

e odio il freddo e i vestiti appiccicati

e amo troppo quando li toglierai.

 

Effettivamente, non so, evitare, quella voglia, quella percezione, quell’intenzione, di male, che annodo, in ogni cosa. Non riesco, a rinunciare, a credere, al gioire, di sciogliere, ciò che ho annodato. Sono costretto, costretto?, sempre più, a strizzare, gli occhi, per unire, per sfocare..

Sempre più convinto che vederci male aiuta a capire quali sono quelle volte in cui si è visto giusto.

Più convinto che a scavare nel proprio abisso ci sia la prova che quell’abisso lo abbiamo creato noi scavando.

Convinto che ciò di cui sono convinto non mi convince mai affatto.

 

Di cosa sto parlando?

 

Inciampiamo sempre in errore.

Il tempo, lo spazio, ci bullano la via.

Ci danno un tessuto, un tappeto, sul cui passegiare.

E da questo morbido inciampare, nasce ciò che qui ci è intorno.

La vita è zoppa, asimmetrica, e dondolando vuol trovar simmetria, aggiungendo, e togliendo, pesi a se stessa.

 

Vorrei raccontarvi i frutti maturati del mio ultimo scavare, del mio sguardo sfocato, ma non so come fare, non so se dovrei.

Quindi lo faccio e non lo faccio, e anzi l’ho già fatto per chi sa che sto facendo.

 

Ok. Stai perdendo l’attenzione. Usiamo altri modi, altre parole:

 

Non rigiro parole, forzando significati.

Prestigiatori grammaticali che ottengono paghe migliori.

La mente mente?

Stronzate!

The mind minds!

Non sto facendo questo stronzi!

 

Ma chi ha letto con attenzione ha capito che ho già detto qualcosa.

Forse è meglio iniziare dalla fine.

 

Ehm.. L’universo/mondo si sta assestando per la direzione che abbiamo scelto di intraprendere

E che cavolo significa?

L’universo si sta riprogrammando..

Ok. Tu stai fuori come un balcone.

No, no. Aspetta. Ascolta un secondo. E’ la tua coscienza che sta facendo questo! L’universo deve essere conforme alla sua coscienza. Aspetta, aspetta ancora. Più facile. E’ la coscienza di come tu credi che il mondo sia che crea quel mondo, moltiplicato per il numero di ogni altro mondo creduto tale. Dai, dai che ci arriviamo. E adesso questo mondo non corrisponde più alla coscienza collettiva interdipendente di se stesso. Parole semplici? Nessuno crede più al mondo che viene raccontato. Il mondo non è più attuale a ciò che sappiamo di esso.

Perfetto, forse ci siamo riusciti.

Ritorniamo a uno stile più consono alla parole che devono arrivare.

Sarebbe il caso, adesso, di riunire mare e cielo là dove restano separati, e sganciarli dai legami con i quali li abbiamo uniti. Per questo strizzo gli occhi all’orizzonte, per essere sicuro di sbagliarmi. E’ questo è quanto. Il mio odierno scavare.

Sento le rocce muoversi, e le correnti girare, la luce è più densa, e giuro, dentro ci si può guardare. Non sapevo che tutti I colori fossero fatti di tutti I colori. Non sapevo che le ore fossero anche anni, e a volte secondi. Basta non arrendersi a ciò che non vuoi. Basta non arrendersi a quella nube, a quel temporale fatto di noi che ci gira intorno.                                                                         Conosco la mia vita circondato da questa nebbia.                                                                                                                                     Conosco la mia vita quando questa nebbia non c’è più.                                                                                                                                       Lo so, è difficile, troppo difficile dondolarsi. E’ terrificante. Ogni spinta in avanti, è una spinta indietro. Ma quando la nube non c’è, è evidente che anche a star fermi non si sarà mai nello stesso punto dello spazio e del tempo. La terra gira, su se stessa e intorno al sole. E’ tutto un girare e rigirare. E anche a star fermo non ti puoi fermare. Giri tu, e gira il temporale, uniti da qualcosa che chiamiamo bene e male. Ma la cosa buffa di tutto questo girare, è che tutto gira intorno a una spirale.

La croce è il piano cartesiano su cui l’universo viene suddiviso.

La spirale, è il movimento di quei piani verso un unico punto

Bene e male tendono ad unico punto.

Un buco nero che non può girare.

Porca merda..

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