Lo stufato

Sono stufo, un pò più che stufo, in linea generale sono stufo delle incomprensioni, delle fatiche nel parlare che le vanno a creare e della difficoltà ad essere autentici.
A me di base piace giocare, oltrechè scrivere.
Non riesco a giocare con un’altra persona solo quando i giochi sono differenti, non c’è modo di giocare a due giochi diversi credendo che sia il solito, come non c’è modo di giocare allo stesso se si fa in due modi differenti. Sono abbastanza stufo.
Vorrei non durare fatica, vorrei non dover sempre pensare a cosa c’è che non va, vorrei non stufarmi, ho imparato ad accettare tutto e vorrei che lo imparassero anche altre persone.
E già ora mi sono contraddetto, già ora pare che mi sto lamentando e allora diventa inutile quello che ho scritto il capoverso prima.
E invece no; perchè l’ho scritto mi chiedo.
Per dire, scriviamo annunciare, al prossimo, che accetto tutto, basta non somatizzare e riuscire a stare con quello che c’è anche se non rispetta proprio il tuo gusto. Basta chiudere gli occhi se non ti torna qualcosa, respirare coscientemente e notare dove si ripercuote fisicamente quella sensazione, tipo l’ansia alla bocca dello stomaco, o il respiro bloccato quando si tratta di questioni d’amore, come incontrare all’improvviso una tua vecchia fiamma spenta per cui ci senti ancora, riconosciuto il ‘loco’ della sensazione basta semplicemente aprirsi completamente a quello che si sente per poi dargli un profondo senso di accettazione.
Tante parole complicate per spiegare una cosa che fai in due minuti.
Non me ne frega un cazzo delle complicazioni, non mi interessano gli ostacoli, tanto meno il canalizzare l’energia per il loro superamento.

Appunto, giro pagina e cambio il metodo senza problema, senza opporre discussioni o senza creare un ostacolo dove avrei potuto tranquillamente farlo.
Certo, a volte è più difficile, ma ne vale sempre la pena spendere “uno” per non creare un ostacolo in cui poi dovresti spendere “cinque” per surclassarlo.
Basta sono stufo.
Non ho nemmeno voglia di farmi il problema sul cosa scriverò tra poco, spendo “uno” non creando l’ostacolo e inizio a scrivere a caso, piuttosto che scervellarmi e spendere “cinque” per risolverlo, come fermarsi e cominciare a pensare a come riprendere la scrittura. Sono stufo.
Spero che il punto di svolta sia arrivato, nell’essere proprio. Anzi nel fare, che con l’essere ci siamo, anche se c’è molto da lavorare per allargarne lo spessore e la qualità del suo materiale.
La chiudo qui quindi, perchè sono veramente stufo.

Luce

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