L’opinionista

 

Oggi, che chiaramente non è lo stesso giorno in cui state leggendo adesso, è un giorno speciale per me, e come ogni volta che questo per me accade, faccio un regalo non voluto a chi lo vuole.

 

Oggi non parlerò attraverso l’alter ego che usualmente scrive di ciò che è al limite tra realtà e fantasia. Non parlerò di misticismo, esoterismo, fantascienza o religione o altro. No, oggi vi parlo di ciò che è reale, o che almeno è realmente verificabile da chiunque. Vi parlo dell’attuale, che è ciò che poi porta a tutto il resto, d’altronde da dove si può iniziare se non dalla realtà?

 

Oggi parliamo di uomini. Di uomini e politica. Sento già le vostre antenne drizzarsi, e la vostra mente orientarsi verso nomi e cognomi noti, loschi, amati o odiati, presenti e onnipresenti su schermi e stracci di giornale. Ho detto che parliamo di uomini e politica, amico mio, non confonderti. Quei nomi a cui stai pensando non hanno connotati politici, se non in senso più ampio, dove per politica si intende il ruolo che tutto ha nel modificare e manifestare gli eventi e le decisioni su ciò che è relativo a tutti, dove niente non è politica, e nemmeno le caratteristiche di un uomo..

Quello che forse in molti considerano politica difatti è solo spettacolo, e non è una provocazione, o una metafora per indicare nani e ballerine. Ma spettacolo puro e semplice, teatro, musica, trucco sul viso e salatini. Stai seduto, lo spettacolo sta per iniziare, o meglio ha ancora da finire.

 

Sono cresciuto male, dovendo affrontare subito nomi potenti, nomi complessi, nomi che non avevano fatto quel che fanno i nomi di oggi che svaniranno molto velocemente, poiché questi ultimi, nel bene e nel male, non hanno fatto assolutamente niente, né per essere ricordati, né per essere dimenticati. Comparse, insomma. Essi sono e saranno sempre e solo nomi.

Io oggi invece parlo di uomini. Uomini inteso come stato elevato di coscienza e non come sesso, ovviamente.

 

Prendiamo per buona la storia come ce l’hanno insegnata, evitando ogni retorica e retroscena. Un storia fatta di uomini e donne, di carne. Chi sono stati i vostri idoli della storia recente? Di chi avete letto le gesta e vi ha smosso qualcosa? Chi rimarrà impresso come modello, positivo o negativo, per tutta la vostra vita? Eccoci arrivati al punto. Dove sono le persone che fanno la storia?

Dove sono oggi i Ghandi, gli Einstein, i Martin Luther King? Dove sono gli Hitler, gli Stalin e i Mussolini? I Guevara, i Mao e Lenin? E i Kennedy, e i Mandela, e..

Trattieni ancora un po’ il fiato e i tuoi giudizi. Ricordati che parliamo di uomini e di politica, non della tua opinione su ciò che è giusto o sbagliato. Non frega un cazzo a nessuno di ciò che pensi sia giusto o sbagliato, non sei così importante, il mondo non gira intorno alle tue opinioni, pensa, addirittura esistono gli opinionisti per sopperire al fatto che tu possa avere un opinione.. Ora, tu, mi devi spiegare.. Che cazzo è un opinionista? A volte mi verrebbe da piangere. Uno che si occupa di opinioni? Uno che dice la sua? Ma non vedi in che trappola siamo? A chi cazzo serve un opinionista, e chi gli ha detto che può farlo o che potesse esercitare tale professione. Non esiste sta roba, è masturbazione mentale, è disgustoso, porca troia. Abbiamo un intelligenza propria, individuale e collettiva, capace di cose che nemmeno dio può fare, e chi è sto qua che non so nemmeno se a casa riesce a farsi da solo la lavatrice e che mi vorrebbe dire la sua sul quadro politico attuale e mondiale. Te lo diciamo noi qual’è il quadro politico attuale: una merda. Lo sappiamo tutti, che è una merda. La viviamo tutti i giorni, quella merda. Non serve un genio, non serve un opinionista. Ma questa, è solo la mia opinione da opinionista non retribuito, e quindi non deve fregare un cazzo a nessuno, ed era chiaro che avrei chiuso il cerchio. Ma..

 

Dove sono adesso quegli uomini di cui parlavi?

Semplice, quasi scontato, quasi inarrivabile.

Esattamente dove sono sempre stati. Qui, fra noi. E sono in molti più di prima.

Ma lo spettacolo unificato è troppo fitto per far filtrare la realtà, perciò vediamo di allargare qualche buco.

 

Fin dalla notte dei tempi esisteva un periodo in cui non si era uomini, e solo se lo si era capaci lo si diventava. Essere uomini, non era un concetto anagrafico. La prova, sotto molte forme, sempre la stessa. L’eterna lotta tra il coraggio e la paura, tra l’amore e la morte. Archetipi.

Sconfitta la paura, anche se sconfitta non è proprio la parola adeguata, un uomo diventa tale, ed un uomo, una volta uomo, è la cosa più pericolosa e meravigliosa che esista nell’universo. Esso vincerà anche fallendo, esso è morto con la morte. Vivrà ogni istante in eterno e anche se potrà apparire dolore, sarà solo gioia in divenire. Ripeto, di uomini così ne è pieno il mondo. Sarebbe bello vedere loro sui giornali e sugli schermi ultrapiatti da dio solo sa quanti pollici. Ma per ora c’è lo spettacolo. Fatto di interpreti, di attori e star che imparano parti. Che li vedi recitare opere che hanno letto in quanto copione, di cui ignorano totalmente il contesto. Ma l’attore che interpreta Amleto, non è Amleto, anche se è facile caderci.

Attori, ai quali si può costruire intorno un significato, cosa che non potrai mai fare con un uomo, unico interprete di se stesso.

La cultura di questi attori è ignoranza, la cultura superficiale è ignoranza, e peggio ancora è presuntuosa. Qual’è l’unità di misura che determina la profondità della propria conoscenza? La saggezza. E chiunque di noi riderebbe accostando questa parola a questi attori noti. E quando così non è vuol dire che si è colpevoli e coscienti di star facendo qualcosa di male ad altre persone, a beneficio temporaneo di sé.

Ma poi guardali nelle situazioni istituzionali, portatori della morale della nazione e dei suoi culti religiosi. Con dio sempre in bocca. Nessuno di loro finirà in paradiso, se davvero ci credono. All’ultima cena c’erano dodici poveracci a seguire le follie di un uomo, che viene oggi immolato come modello. Guardali sullo schermo invece. Circondati da altri attori in divisa, da strani cappelli di gerarchie mistiche, gente con pellicce rosse di ermellino come fossimo in pieno medioevo. Questi si sono bruciati il cervello, andiamo. Con tutte le bandiere, gli stendardi, è ridicolo. Sono adoratori di simboli, sono seguaci superstiziosi di riti occulti celebrati davanti a tutti. Immaginateli come se fossero tutti vestiti da cowboy, o da samurai, scommetto che così ve ne rendereste meglio conto.

Attori, vuoti, in attesa di senso..

 

Certi uomini invece non hanno nemmeno bisogno di una cultura per averla, hanno migliorato la qualità della vita di tutti con la terza media. Non hanno paura di essere ciò che sono. Nel bene e nel male, danno la loro vita, non come sacrifico, a beneficio di altri, e sono essi a creare la politica su cui noi tutti sparliamo.

C’è una cosa che di sicuro politica non è: Sparlare.

E i nostri attori sono invece pagati per farlo, quindi, ironicamente, per non fare politica. Non sono mai diventati uomini, come potrebbero parlare? E di cosa poi? Di esperienze fittizie? Di ciò che i loro professori gli hanno fatto imparare a memoria? Gli uomini al contrario non ebbero bisogno di modelli per arrivare a comprendere la loro realtà delle cose. Non ebbero bisogno di vangeli per capire che eravamo fratelli e sorelle, solo per dirne una. Questo perchè un uomo sa commettere i propri errori, non evitarli. E sa capire da essi, non da Gesù, e se poi vorrà, capirà anche da lui. E diciamolo ad alta voce, quanti seguirebbero la morale del figlio di dio se non si fosse presentato come il figlio di dio. Immaginate? Questa è la morale, così si sta al mondo, non sono un cazzo di nessuno, non vi offro niente. Rispondimi, oggi, quanti? Ma soprattuto, è mai esistito un presidente degno del suo dio? A voi il verdetto..

Attori, a cui si da la giusta dose di conoscenza, calibrata sul peso dei loro limiti, e noi li chiamiamo potenti. Paradossale.

Un uomo non sa recitare. Un uomo non ha padroni, non ha schiavi. Non per morale, ma che se ne farebbe di schiavi e padroni? Gli sono solo di intralcio.

 

Il potere risiede sempre in concetti semplici. E’ in ciò che mangi, ciò che bevi, ciò per cui lavori, ciò per cui non puoi fare altrimenti che fare ciò che stai facendo. Ti ha per le palle. Ma come per ogni altra cosa, questo è vero e falso. Il potere è sempre stato di chi è in grado di darlo. Lo sbaglio dei codardi è di credere di poter da esso ricevere un potere. E’ un auto ricatto, una dittatura di deboli, della maggioranza. Siamo sempre noi a mettere le palle in mano al potere, cedendovi appunto il nostro coraggio. Nel linguaggio c’è tutto. Ma fermati un attimo, che non ci capisco più niente. Come mai se mi dici che tutti quegli uomini sono fra noi, abbiamo solo feccia, e va tutto a puttane. Non ci sei ancora arrivato? E’ logico. Nessuno più ti condurrà per mano. Nessuno può farlo. Tantomeno chi ti sbraita in tv. Non ci sono guide, e tutte quelle che troverai esistono solo allo scopo di imparare da solo a non dover esser guidato. Altrimenti ciò che cerchi è una badante..

Quell’era è finita, è come un vecchio in coma mantenuto in vita da macchinari. Attenzione, non parlo di eoni, di incidenze astrali, di ere luminose. Guardati intorno, è pieno di strane creature, il punto di saturazione è arrivato. Quale punto di saturazione? Quello delle cazzate.

Un ragazzino di oggi ha la conoscenza esponenziale di tutti i ragazzini che sono esistiti prima di lui. Un ragazzino di oggi, amici, può diventare uomo in un ora, se volesse. Non parlo di internet, scienza, tecnologia o altro. Ha troppe cazzate intorno che si annullano a vicenda. La sua intelligenza si sviluppa più velocemente degli input che riceve. Nel momento in cui gli dici A, lui ha già fatto tutto il giro dell’alfabeto e ti risponde B. E’ alla spirale successiva. Ne ha già viste troppe senza nemmeno averne avuto il tempo. Ovviamente, non tutti.

Come mai dici più intelligenti? Io la chiamo la legge del prigioniero e del secondino. L’intelligenza è una proporzione tra i mezzi e le capacità di ognuno. Più mezzi si ha, meno capacità si sviluppa, meno l’intelligenza ha bisogno di manifestarsi. Il secondino non svilupperà nessuna capacità nel sorvegliare meglio il prigioniero. Al contrario, un prigioniero che vuole evadere, ha la necessità di colmare i pochi mezzi che ha con qualcos’altro. Mi dispiace, ma il ladro è sempre più intelligente di chi gli da la caccia, altrimenti non ci sarebbe nessun bisogno di doverlo acciuffare, vi torna? Credo di no.. Ma il motivo portante è fondamentale. Uno ha un obbiettivo, l’altro uno stipendio. Capite?

 

E allora?

E allora domani nasceranno direttamente uomini. O meglio, non rinunceranno ad esserlo da adulti. Non c’è cosa più meravigliosa del divenir se stessi, ormai si sà. Tutto il resto non vale più la pena..

Questi sono i politici che stanno arrivando. Uomini, capaci di esserlo. Non uomini pagati per farlo.

Non ci vuole tanto. Chi vuol essere re, a ottocento euro al mese?

Ed ecco che li vedrai scomparire, tutti quei re..

 

Perciò amici, quando incontrate questi uomini per strada, incoraggiateli, perchè niente è più pieno di dubbi di uomo coraggioso. Ha bisogno di voi, ha bisogno di voi stupidi cinici e delle vostre inutili stagnanti certezze che gli faranno capire quanto voi avete bisogno di lui. E lui vi contagerà col suo coraggio, col suo amore, evitando di insegnarvi alcunchè, mostrandovi semplicemente che non c’è niente di male nell’essere se stessi, niente di male nell’essere felici, niente di male nell’essere un re a tempo perso..

 

 

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