Supplica non in rima di un codardo alla morte

 

E’ ora che mi giungi alle spalle, bisbigliando parole struggenti.

Vattene, io non son pronto, Non son stato pronto mai.

 

Che di lumi mi vuoi spegnere, e senza suoni vuoi tacermi.

Che ti ho fatto io? Che è amore è il tuo, paralizzante e decomposto e ghiaccio?

 

Perchè vorresti abbracciarmi adesso, senza esserti mai prima fatta vedere.

Quale oscuro desiderio folle e arrogante vuoi esprimere su di me?

 

Smetti un attimo di alitarmi addosso i tuoi silenzi e ascolta, ascolta la mia supplica.

Di chi non è adatto a questo giorno, che troppe notti ha visto sorgere il sole.

 

Non ti rendi conto che la tua è pazzia? E’ sconsolate, la tua presenza.

Dove sono le mie colpe? Di quali debiti mi condanni essere senz’ ali?

 

Tu non ti fai questo a te! Tu non rispondi delle tue leggi scriteriate.

Ma io oggi non voglio andare, non voglio partire per viaggi più brevi.

 

Vattene ti supplico, oggi e per sempre!

Io non ti ho voluta mai, e se ciò ti duole, renditi docile e oggi fatti amare.

 

Credi sia bello fermare il tempo a chi ti ha concesso di arrivare in ritardo?

Oh accidenti, che cosa aspetti a scomparire dal mio fianco.

 

Ti supplico, non oggi, ne mille oggi ancora.

Ti supplico in ginocchio, non voglio morire.

 

Che domani le mie passioni ho da continuare

E tutti quei volti ho voglia di vedere.

 

I miei vizi e le mie viltà, e i successi che non ho avuto.

Troppo poco il tempo concesso per volare così in alto.

 

E non pensi a chi lascerai nel dolore a contemplare il mio vuoto,

Non pensi a ciò che amo, che di me lo vorresti privare?

 

Non sei meno vigliacca di questa mia supplica,

Di un tempismo insolente nel dirmi della mia ora.

 

Ma tu che hai fatto per me da esigere tale cosa.

Io non t’ho vista mai, e mai ti cercherei.

 

Eppure so che nulla ti dissuade, la tua è vocazione

E il coraggio che non ho, con te sono obbligato a trovare.

 

Ahimè, quanto è perverso il tuo dilagare

Ma capisco che oggi è il mio giorno, perciò girati, e lascia che impari a morire.

 

Se ne va un altro codardo, che ha saputo bene supplicare.

E perdonatemi stelle, se la mia morte non son riuscito ad accettare.

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2 thoughts on “Supplica non in rima di un codardo alla morte

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