Non succhiare merda a Primavera

Mi chiedo a questo punto che cazzo abbia mai da raccontare. Ho iniziato a usare le parolacce nella scrittura, segno di avvicinamento al mio superficiale contesto, segno di de/nobilizzazione da quell’eterno modo di scrivere che ho spesso inseguito, eterno nel senso che possa essere letto in un posto senza tempo, senza che si badi al fatto di essere in un duemila avanzato o in un mille e poco più.
Cazzeggio, scrivo per sfogarmi, mi sono rotto il cazzo, mi avete rotto il cazzo, vi siete rotti il cazzo?
Pare di no.

Vorrei vomitare su tante cose, vorrei pulire dal vomito una marea di altre cose.

Io intanto mi riaccomodo il cazzo che mi avete fracassato.

Ieri sera uscivo, sono uscito, camminavo e mentre facevo un classico giro in centro mi sono ritrovato una mia vecchia amica stesa per terra che imprecava la madonna chiedendosi come diavolo avesse fatto a cadere per terra e incredula continuava a imprecare. Mi sembrava si fosse solo sbucciata il ginocchio. Mi chiedevo quanto mai grosso potesse essere il problema di un ginocchio sbucciato. Ma lei imprecava e si lamentava chiedendo alle persone presenti come diavolo avesse mai potuto far accadere una cosa del genere. Non volevo stare lì, mi sentivo costretto e allora mi sono dileguato, c’era già un bel po’ di gente e ho pensato che sarei stato addirittura di intralcio. Buono così.
Niente non è questo il punto, non è la scelta morale del rimanere o andare, non me ne frega un cazzo del rimanere o dell’andare. Me ne frega del cazzo di merda che la gente si tiene tra le mani o in bocca, c’è anche chi lo succhia come se fosse una banana colta al momento giusto dal banano.
Perdo colpi nella scrittura, abbasso il livello ma non mi interessa più di tenerlo alto, tanto meno di alzarlo.

Il livello non c’è più, lo elimino, tolgo la qualità, non ho retto il colpo per mantenere alta la qualità, mi sono sforzato e non ne è valsa la pena. C’era questa storia della qualità a scapito della qualità. Cazzate, quanto c’ho creduto in questa storia, c’ho creduto così tanto che pensavo di togliere di mezzo la quantità per favorire l’ingresso della qualità su ogni piano.
Torno indietro, la quantità fa il suo sporco cazzo gioco di merda e ci sta tutta.

L’abbondanza.

Ma non era qui che volevo finire ora, ora volevo farvi capire questa cosa delle persone che tengono questo cazzo fatto di merda tra le mani che poi se lo infilano nel culo e dopo in bocca.
Questa è gente che si lamenta di tutto, compete con gli altri, compete con se stessa e scredita gli altri per mantenersi in alto, su un gradino che costruiscono con la merda che sputano in giro, la raccolgono e ci fanno un bel gradino stile podio dove poi piano piano affondano i loro dolci piedini.
Mi hanno rotto il cazzo. Ti hanno rotto il cazzo?
No? Allora si vede che competi anche te.
C’era un rapper che diceva, di competere non ho più voglia hai vinto tu. Yo.

Insomma oggi ho capito perché imprecava così tanto la ragazza di ieri, imprecava la madonna perché si era rotta il ginocchio un paio di mesi prima a Londra, iniziava giusto a rimettersi in sesto, a camminare, era tornata in patria qui a Firenze giusto per rimettersi a modo il ginocchio, fare bene riabilitazione ed ecco che la prima sera, appena tornata, si ritrova per terra stesa con i punti dell’operazione saltati e uno zampillo di sangue a fomentare la paura e la certezza di aver fatto una delle peggiori mosse che si possa fare nella vita. Che poi tutto torna eh.. Magari se non si rompeva il ginocchio avrebbe il giorno dopo attraversato una strada e un camion del quadrifoglio l’avrebbe portata via e buttata directly nella discarica, faccio per dire, il punto non è nemmeno questo. Insomma cazzo, torni che ti stai rimettendo a posto il ginocchio esci e il giorno dopo scopri che ti sei rispaccata tutti i tendini e allora inizi a vedere tutto buio, credo, più che buio, poi stai a casa ok, mangi e fumi e caghi nella ciotola che ti portano i tuoi o qualche brother, ti inizi a rimettere, allora poi non è così tutto veramente buio. Credo pensasse questo oggi dopo che gli avessero diagnosticato la ri-rottura dei tendini e data la previsione di una nuova operazione.

Poi torni a casa.

Torni a casa e tuo padre muore.

Io esco la sera dopo mi dicono ma hai saputo della ragazza e gli dico di sì che ero proprio lì mentre era cascata e imprecava e aggiungo che aveva avuto una sfiga di merda.

Mi dicono: “No Matta non hai capito. Oggi è morto pure suo padre.”
Allora mi fermo un attimo. Mi fermo per un attimo bello pieno di quantità e qualità. Mi confondo, mi scuoto e cerco un motivo, una ragione e penso a tutti quei cazzi di merda che la gente succhia e si tiene in culo. E allora poi sorrido perché mi sono rotto il cazzo, mi hanno rotto il cazzo, vi siete rotti il cazzo?

Toglietevi questo cazzo di merda dal culo, smettete di succhiarlo, e anche di accarezzarlo.

La vita non è una merda, è un miracolo. Almeno finchè non diventa una merda davvero.

Io mi sono rotto il cazzo di succhiare cazzi di merda. Poi ti vengono in bocca e ti tocca solo farla fuoriuscire questa merda. Bene, adesso, sputa tutta la merda che hai in bocca e poi ci diamo un taglio. Ok?

E’ arrivata la Primavera. Rifiorisci, rifioriamo, io vi amo, amatemi brutti succhia merda del cazzo.

Luce.

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