Lavori in Corso

 

Mi sentii come trafitto e innalzato da radici pulsanti e colorate che si espandevano in verticale, e il mio peso svaniva, sorretto dal circostante di mani amanti e dalla spinta del calore. Capisci anche tu che non vi è modo alcuno per descriverti quanto descritto. E’ difatti impossibile parlar di fatti a parole. Ma di fatti impossibili, è sicuramente fatta la nostra storia.Una valigia non è una valigia. Lo è solo quando la usi per viaggiare, e una valigia vuota, di fatti impossibili, è più probabile che si possa riempire. Capisco sia complesso, il comprendere più forme, che compenetrano il senso, e che ognuna ha un senso suo. Ma le mie dita adesso sono verdi ed alcune sono blu, hai la vaga idea di quel che sto dicendo? Gocce di arcobaleni mi girano intorno al letto, ed è tutto vero, o forse appunto solo senso? Ditemelo voi..

 

Vorrei avervi tutti accanto, poiché non ho niente contro nessuno di voi. Ho già accettato in me stesso come parti integranti e complementari tutti questi voi. Non potete più farmi niente, sono già morto tante volte. Benissimo così. Ho capito poi che era necessario, anzi, direi, naturale. La mia esistenza adesso non si svolge più su questo piano. Ma al di là delle colonne d’ercole, al di là dei confini, che si sa, sono sempre i propri. Una volta tolta la distanza fra sé e il resto, ciò che accade, accade in ogni luogo, in ogni tempo. Dicono che il nostro corpo è fatto al 70% di acqua, e dicono che l’acqua è fatta al 90% di vuoto. E l’unica cosa che conosco per certo che sia fatta di vuoto, è il pensiero e le idee. Quindi riformulando l’assioma, l’uomo, l’acqua, le piante e tutto il resto è fatto al 99% di idee. E l’1%? Quello è costante, immutabile. Quello è l’anello di congiunzione, la relazione tra il sé e il resto delle idee. In poche parole sei tu, il tuo tu imprescindibile, colui che da il senso alle idee, e che modella il vuoto a sua immagine e somiglianza.

 

La bellezza dipende da chi guarda e non da chi è guardato..

 

Che cos’è una costante? E’ l’invisibile rapporto che c’è fra più parti e le parti di ogni singola parte. Non è un gioco di parole. Pi greco è la relazione tra il raggio e la sua circonferenza. Ovvero la circonferenza è 3,14 volte la lunghezza del raggio. Qualsiasi cerchio, grande o piccolo, avrà questa relazione. E il senso di questa idea ha senso solo nel vuoto delle nostre idee. Detto in poche parole, noi abbiamo creato il cerchio, il raggio e l’idea che ogni cerchio abbia un raggio e una costante Pi greco. Una certezza. Ma guardati intorno, non esiste nessun cerchio. Adesso la questione si complica. Ogni cerchio mai disegnato avrà le caratteristiche di un cerchio, ma un cerchio avrà quelle caratteristiche ancor prima che sia stata creata l’idea di un cerchio. Difficile lo so, ma ce la possiamo fare. Non può esistere un cerchio senza Pi greco, perchè il cerchio è Pi greco. La costante è imprenscindibile. Come se fosse il programma generatore. Metto un dato, e crea quel cerchio, automaticamente, da sé. Di cosa sto parlando? Parlo dell’informazione che contiene un seme largo qualche centimetro, e che diventerà un albero di dieci metri. Metti i dati, e crei quella cosa. Semplifichiamo, la manifestazione è l’esistenza. Ok, semplifichiamo un po’ meno. Tutto ciò che sta intorno a noi è intelligente, e quella intelligenza è la nostra stessa, in un altra forma e in altri limiti. Le costanti sono le più alte forme di comprensione su questa intelligenza, un linguaggio condiviso. Sono collanti di stelle e pianeti e di atomi e di idee. E così anche tu sei collante della tua vita, la costante di tutta la tua vita.

 

Ma tutto questo per dire cosa? Per tergiversare, devo distrarmi, mentre impegno in modo religioso le mie energie verso un unico punto. Scrivendo qualcos’altro, che non è questo, e che presto verrà pubblicato. E ciò che verrà presto pubblicato sarà per me un grande esperimento, ovviamente, multidimensionale. Immagino che a quasi nessuno possa interessare, e per questo lo scrivo, così che si possa perdere tra miliardi di pagine e confondersi. Come mi disse un’ anziana amica. Cerca in ciò che ti rende confuso, che senso ha ricercare in ciò che ci è già chiaro. E l’esperimento è di scrivere di fatti impossibili e di valigie vuote. Di parole descritte e mai dette. Di idee che non hanno avuto luogo e dell’assoluta inutilità di volerlo raccontare. Forse è troppo. Forse è poco. Forse. Non ho termini di paragone, e per questo non mi pongo il problema. I lavori sono in corso, ma avrò bisogno del vostro aiuto, e non perchè ne abbia davvero bisogno, ma perchè sarebbe bello..

 

Non ti scervellare, ti chiedo proprio l’opposto. Lasciati andare, vieni con me, andiamo a vedere.

Andiamo a vedere un mondo che muore..

 

 

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