Tuoni di fulmini nascosti

 

Come hai fatto ad entrare così nei miei pensare?

A catturarmi e poi andar via.

E’ l’ora delle cavallette. Delle danze degli insetti.

 

Dove hai trovato quella piccola chiave che apre mille giostre?

Devi essere fata. Si. Fata di coleotteri e di libellule.

Sgattaiolare in quel modo nell’uscio di una così esile dimora.

 

Occhi come specchi d’acqua. Labbra come onde di mare.

Dunque sei ambasciatrice di gabbiani e di meduse. Come fai a restare a galla in questo abisso?

Un soffio di vento, una brezza appena, un alito di farfalla.

 

Ma allora sei coscienza di nuvole che chiacchierano sopra di me.

Scintilla, scintilla, hai appena iniziato a brillare. Perchè arrendersi ora?

Devi ancor divenir fiamma e fuoco e cenere e fenice!

 

Poi, volare via, proseguire l’unico viaggio.

E’ quasi come un attimo.

Il tempo di un passo di coccinella. Lo spazio di un granello di sale.

 

E i muri si sciolgono. Gli inganni cadono. Tutto, violentemente, si mostra in te.

Un sorso d’acqua fresca d’estate,

che porta via una sete che non può essere soddisfatta.

 

Allora sarai regina.

Lo spazio e il tempo saranno i tuoi servi.

E un angolo di silenzio sarà il tuo regno..

 

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2 thoughts on “Tuoni di fulmini nascosti

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