Quel tu che non sei proprio tu

 

Non per farmi capire esisto, capisci? Ah già..

Quindi questo scritto dovrebbe finire qui. Ma anche no! Ma nemmeno posso evitare di esprimere tutto il mio disgusto.

Batto su tasti fatti di plastica, sporchi, i miei disagi, rivolti allo spreco di vita in questa realtà, quando potremmo, finalmente, goderci sto cazzo di viaggio tutti insieme.

E’ bello stare soli. Ed è bello donare tale bellezza per crearne altra, nuova e fresca, e questo è indiscutibile. Se lo è, suicidati, credimi, non c’è molto altro per cui valga la pena questa vita, a quanto pare.. Ma dov’è adesso questa bellezza? Tu la vedi?

Gente sola, convinta di non esserlo. E a causa di questo non potrà mai afferrare la propria solitudine per le palle e dirgli a testa alta “Qui comando io!”. E scusate se rimarco sto cazzo di io, perché non scrivo cose a caso. Poi lo so, a nessuno gli frega una sega di niente, a ognuno il suo noioso recinto, e guai a toccarlo. Guai se sgarri..

Ma gli errori sono fondamentali! Proprio come questo scritto. Gli esperimenti (dall’esperire), e solo l’Io può farli, da solo.. Gettarsi dove “l’altro” non vorrebbe andare. Evviva gli sbagli? E che “l’altro” vada a farsi fottere! E tutti fraintenderanno il senso di questo “altro”..

Ma secondo te, perché lo metto fra virgolette? Ci sarà un motivo no? Ti stai fregando ancora. Ma non tu proprio tu. “L’altro!”. Quello che ha preso il tuo posto. C’è un’unica scelta, coraggiosa, da fare:

Morire..

Aspetta, non fraintendere di nuovo. E’ solo abbandonare uno zaino pieno di pietre.. Suona meglio così? Beh.. Morire secondo me rendeva meglio l’idea, specie per chi lo ha visto. Anche perché quello zaino pieno di pietre sei proprio tu. Non quel tu.. insomma, ci siamo capiti.. Ah, questo capire.. Di nuovo..

Spostare il proprio punto di vista. Non le opinioni, non nel senso comune di punto di vista su una determinata posizione. No, no. Cambiare da oggetto a soggetto. Riprendersi la propria totale capacità di interpretazione e scelta, invece che seguire il programma.. E’ come una malattia che contagia chi sta intorno ad un ammalato.

Il programma. La prigione. L’oblio. La paura del buio..

Se pensi di aver qualcosa da perdere, ricordati che lo perderai comunque, in ogni caso, nonostante tutte le certezze che hai, così da poter morire, un giorno, in tutta sicurezza. Fai quel cazzo di passo nel buio. Togliti sto peso una volta per tutte. Comincia una nuova avventura. E questo non significa zero problemi, che è un po’ il contrario di un’avventura, o aver trovato una conclusione. Anzi, a volte è pure peggio..

Ma vedrai, gli occhi cambieranno, e non per conformarsi ai miei, o a quelli di qualcun altro. Diventeranno la luce del tuo proiettore che illumina la pellicola del tuo film. Non si può passare tutta la vita a guardare. Ogni tanto va bene. Purchè sia l’io a guardare. Altrimenti non esisti. Il mondo, un giorno, sarà scorso davanti agli occhi, come una vecchio lungometraggio sbiadito degli anni ’30.

Ok, alcuni sono anche belli, ma tutta la vita così.. Magari ti stai chiedendo “Ma che cosa ne sai tu?”. Giustissimo! Intendo proprio questo! E infatti io non ne so assolutamente niente, ti racconto solo la mia. Ma tu invece perché ti comporti sicuro di saperlo? Perchè la stessa domanda non la poni a gente sconosciuta che non fa altro che dirti cosa devi fare e pensare? Guarda che non è una cazzata. Pensaci. Ognuno ha ragione!

Ho incrociato sorrisi che mi hanno mostrato molto di più di tutto quello che ho letto, o studiato, o sentito dire, o venir detto, dall’alto o dal basso. E ho detto mostrato, non capito. E là, ho visto. Ed ho visto io. E non c’è forza, nè delicatezza senza l’Io. Solo automatismi..

Se senti sotto di me un piedistallo è perché lo vedi tu, capisci? Ah già.. Dimenticavo..

La sensazione che provi adesso verso queste parole ne è l’evidenza. L’evidenza che ad avere un enorme piedistallo sei proprio tu! Se tu non lo avessi, non potresti riconoscerlo. E poi, che piedistallo potrebbe mai avere chi si rotola continuamente nel fango? Le statue, immobili, dall’alto della loro staticità, si che stanno bene sui loro piedistalli. E lassù fango non ce n’è.

Non preoccuparti però. Ognuno ha il suo di fango col quale sporcarsi, non ce n’è uno universale. E se non ti ci rotoli, se ne accumula dell’altro, tutt’intorno al piedistallo. Così, quando si cadrà da quell’altezza per noi troppo alta, ci si ritroverà in un meraviglioso mare di merda.

Suvvia, buttati! Che ti cambia? Dopo ti fai una doccia! Non ti senti continuamente in mezzo fra due spinte opposte? Non lo sai che c’è una battaglia dentro di te? E mica sto qui a dirti per chi tifare. Solo almeno che ci si renda conto che si è in guerra. Capisc.. Uffaa!! Sto cazzo di capire.. Non si esiste per questo avevo detto.. E qui lo ribadisco. Nemmeno per esistere si esiste. Che sarebbe sennò? Volontà di esistenza? Se c’è volontà, c’è già esistenza.. Ed il contrario è banale. Non c’è uno scopo. Basta con sto scopo. Basta col perpetuare questo flagello disumano su questo incredibile pianeta. Basta con questo figliare come conigli da macello. Stiamo partorendo tragedie!

Sei solo. Solo! E solo vivendo appieno questa realtà se ne può capire l’assurdo paradosso:  Non si è mai soli nella solitudine.

E Solitudine è solo un cane nero..

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