Primo intermezzo

Lontana da me alcuni anni luce. Il pensiero che sono soltanto alcuni, gli anni luce, mi consola. Il resto non mi consola. Il pensiero di quello che ho fatto per veder solo cadere le foglie non mi consola.
Lontano da lei alcuni anni luce.
Potrei aumentare la distanza fino a fare un salto quantico in un atra galassia, o dirigermi in un buco nero per ridurla fino allo zero, facendo rincontrare i nostri atomi in una collisione degna di due asteroidi.
La figura del bivio torna sovrana.
Fermo di fronte a quel cartello che indica le due direzioni opposte, si trova lo gnomo. E li se ne sta ad aspettare la prossima Luna.
L’Arcobaleno pare sia stato solo un miraggio, pare. L’Arcobaleno è inattaccabile, è vero, ma dagli altri. Insieme all’intenzione di svuotare le tasche delle figure che si portavano dietro il bianco e il nero e il grigio si trovava la distrazione di svuotarsi prima le proprie di queste tonalità. L’Arcobaleno attaccato direttamente dall’interno. Non c’è cosa peggiore. Perdendo di vista i colori, per la paura di non essere pronti a quella luce.
Lo gnomo si taglia i capelli e le unghie. Aspetterà un’altra Luna su quell’Arcobaleno che fa da ponte. Aspetterà un’altra Luna al bivio con un altra consapevolezza. Ricordandosi di svuotarsi le tasche e aspettando che le unghie e i capelli crescano per giocare col vento. Questo farò di fronte a quel bivio, aspetterò di vedere da che parte cadranno le foglie. E infondo sono solo foglie..

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