Insonnia

Non ho la più pallida idea di quello che voglio scrivere. Solitamente quando butto giù qualcosa è perchè sviluppo un’ispirazione, solitamente dopo giorni che mi navigano in testa certi pensieri o mi accade qualcosa di insolito aspetto il momento buono per mettermi a scrivere, la famosa ispirazione.
Per imprimere con un immagine questo momento mi viene in mente un cacciatore di farfalle rare che non va in cerca di loro, ma che piuttosto stia fermo lì e sveglio in un posto, pronto a catturare con il suo retino una di queste farfalle., l’ispirazione appunto.
E’ un’immagine bella anche se l’idea di una farfalla libera che viene catturata da un retino lascia un pò a desiderare. Così al cacciatore metto in mano un retino invisibile, in modo che la farfalla continui a volare e che, catturata, ne rimanga solo la sua essenza sui fogli.
Ma stavolta non c’è nessun tipo di retino, nessuna farfalla e tantomeno un cacciatore che da qualche giorno aveva in testa l’idea di catturare qualcosa.
In pratica, non so quello che voglio scrivere ma voglio scrivere. Certo, in testa come oramai parte organica sedentata, ho sempre il pensiero di lei.
Sono mosso dall’insonnia, dall’incapacità di dormire, e aggiungo, quasi fosse un controsenso, che sono in un periodo in cui tutto mi si può dire tranne che sono ‘sveglio’.
Non ho niente da scrivere ma ne ho voglia, non riesco a dormire, neanche quando sono stanco, ma non sono sveglio, e certo è che lei da lì non si muove.
Mi sa che è ora di iniziarci a lavorare su.
Su queste cose, su di me quindi.
Capita ultimamente che mi distendo e chiudo gli occhi per addormentarmi per svegliarmi presto, ma andrebbe bene anche a metà mattinata, e sistematicamente succede che il sonno arriva quando sarebbe il momento di svegliarsi ed alzarsi per affrontare con vigore le faccende di un ordinaria giornata, di ordinarie giornate.
Mi concentro sul respiro, guardo il buio che gli occhi chiusi donano alla mia vista ma niente. Lei sta lì, insieme a tutte le altre cose che dovrei fare durante la giornata.
Il mattino ha l’oro in bocca, niente di più vero, i proverbi.
Sono molto faticosi i periodi della vita in cui si passa il tempo a fare affari con l’insonnia. Non direi sterili anche se per certe prospettive direi sterilissime, ma sicuramente faticosi. Qui c’è qualcosa che non va. La prossima volta scriverò qualcosa per divertirmi, per divertire ma a questo giro sarò pesante e tratterò di questo. D’altronde sono qui insonne che scrivo e di divertente non c’è proprio nulla.
Mi hanno detto di prendere delle goccioline, come mia nonna, o delle pasticche, come mia madre, ma questo è un boccone che non mi riesce mandare giù, a dirla tutta è un boccone che neanche voglio mettere in bocca, al massimo sulla forchetta ma solo per parlarne.
Qui c’è qualcosa che non va.
E lei è sempre lì di sottofondo e c’è qualcosa che non và. Non voglio prendere delle goccioline per curarmi dall’insonnia, non voglio togliere i sintomi dell’insonnia, voglio estirparne le cause e allora come un pescatore di salmoni che risale la corrente vado a ritroso dai sintomi alla ricerca delle cause.
E iniziamo questo lavoro.
Sono giornate di Sole che passano e non tornano, che butto nel cestino, mi sarei anche stufato.
Perchè lei è lì di sottofondo?
Perchè non è mai qui accanto a me, a viversi questo Sole, al di fuori del mio pensiero.
Perchè c’è qualcosa che non va?
Lei non c’è più perchè i miei demoni si sono mangiati quello che c’era.
E perchè l’hanno fatto?
Perchè non sono riuscito a tenerli a bada e hanno preso il sopravvento. Lei ormai sta solo lì nella mia testa con i demoni che ci giocano e fottono con il mio cervello. Li tengo nascosti e quando apro il coperchio non faccio nemmeno caso al fatto che non ci ho fatto pace. Dovrei fare la pace con loro quindi senza farli uscire come dei cani in cattività tenuti al buio senza nè spazio pronti a sbranare tutto quello che trovano.
Da dove vengono questi demoni e chi sono?
Mi piaceva l’idea di dar vita a una generazioni di scrittori, quella dei ‘demoni alle spalle’, ahimè, mi tocca riconoscere che mi tengono per le redini come si tiene un cavallo, e che bella carrozza spaziosa si stanno costruendo, si fermano anche a far salire gli amici. Altro che cavallo libero nella prateria o topo di periferia.
Molto peggio.
Un cavallo guidato dai suoi demoni, con la bava alla bocca che sa di cane rabbioso che va soppresso.
Altrimenti lei sarebbe ancora qui insieme a me a fare l’amore e a sprigionare vitalità da donare a tutta questa grigia città.

Ma questa è storia vecchia perchè adesso dormo bene e sono sveglio; e iniziamo con il lavoro.

Luce.

Iniziamo con il lavoro, quello vero. Non per soldi. yo

Iniziamo con il lavoro, quello vero. Non per soldi. yo

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