Un vecchio amico

Mio vecchio amico,

l’ultima volta che ci siamo visti mi hai chiesto cosa fosse cambiato in me..

Un pò di tempo è passato, e sinceramente non saprei, posso solo vederne alcuni effetti.

Mi ricordo di un giorno in cui mi sono svegliato e mi sono accorto che sulla parete della mia stanza c’era un chiodo, tutto arrugginito, a cui non avevo mai fatto caso.

Un altro giorno invece mi accorsi di quanto fosse caldo e rugoso il pezzo di legno che stavo toccando, e che la muffa che cresceva su quella mela marcia in cucina era davvero qualcosa di incredibile. Ma incredibile davvero!

Un’altra volta mi sono fermato a guardare le foglie secche accanto a un marciapiede, lo sai che non ce ne sono due uguali?

Ho sentito spesso il vento entrare dalle dita della mano e uscire via dai miei capelli. E ho visto il mio corpo costruisce un curioso cantiere ogni volta che mi faccio un taglio o prendo una botta

Avevi mai notato quell’alone arcobaleno che sta intorno ai lampioni di notte? Io no.. E che le grida del vicino incazzato col figlio riescono a passare attraverso muri di cemento spessi un metro? Io solo poco fa..

Sei mai stato sotto la pioggia senza resisterle? E’ stupendo. Chissà da dove sono evaporate quelle goccioline per arrivare a bagnare anche te..

Tu sai spiegarmi da dove abbiamo tirato fuori il concetto “comunque”? e l’articolo “il”? Ancora non so darmi una spiegazione.

L’altro giorno invece ho infilato le mani nella sabbia e l’ho stretta delicatamente, è stata una cosa molto strana, perché se la stringi troppo diventa come un sasso, ma se la stringi piano al punto giusto sembra di stringere il vuoto.

Poi, ogni volta che mi verrebbe da incazzarmi invece, comincio a ridere da solo. Rido di me! Capito? Di me che mi incazzo!

Ed è divertente adesso vedere quel tizio dentro lo specchio che fa le stesse cose che faccio io.. Sembra stupido! E’ proprio ironica come cosa. Come quando trovi quella piccola pallina di tessuto nell’ombelico, è assurdo no?

Una sera invece mi accorsi di quanto erano pesanti le mie gambe. Ma come ho fatto a trascinarmele dietro per tutto quel tempo? Cavolo quanto pesavano.

Adesso invece, tutte le volte che mi sveglio da un sogno, è come se stessi semplicemente sfumando da un luogo all’altro.

Hai presente l’acqua? Si, l’acqua. Ovunque passa lascia un po’ di se sulla strada. E prima o poi anche quella scompare..

Mi ricordo di una volta che sono stato tutta una sera a parlare con un signore che passeggiava da solo a notte fonda. Sai di cosa abbiamo parlato? Della sua vita, di tutta la sua vita. E ogni volta che ci ripenso mi viene da piangere, anche se non so bene il perché.

Un’altra volta, da solo, sono rimasto intrappolato tra delle rocce senza una via di fuga sicura, e nonostante gli urti di vomito della paura, sono riuscito ad arrampicarmi su un pendio cedevole. Una volta salvo e pieno di ferite, mi sono gettato in mare, a ridere in faccia alle nuvole, nuvole bellissime.

Beh.. Sicuramente tutto questo lo sapevi già, non è niente di speciale..

Ma vedi, è proprio questo il punto..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...