La regina di cuori

Ci siamo, dissi che avrei parlato di ogni mia singola regina: quella di cuori, di fiori, di quadri e di picche.
Questa è per quella di cuori, ma non è dedicato a lei, è per tutti quelli che mi stanno leggendo ed è per me e per chiunque ami il ‘gioco’ e quindi le proprie regine. Non ricordo neanche dove iniziò la mia passione per questo ‘gioco’ ma iniziò, di questo ne sono certo. Non so se per la mia ambizione a vincere nel poker o se per il semplice motivo che mi rende affine al mondo dei tarocchi però da quando cominciai a vedere la vita come “qualcosa d’altro”, da quel giorno, iniziai a dare altro valore anche alle carte.
Sto dando importanza al vecchio motto che tanti usano per migliorare la propria estetica “niente è a caso”. Poi uno si scorda, paga le bollette, e usa fatica a continuare a crederlo che “niente è a caso”, beh, io, voglio continuare a crederci. Quando le cose sono a caso è perchè le giornate sono morte, non c’è anima, non che tu o voi non ce l’abbiate, è che proprio la giornata non ha motivo di esistere, è vuota: senza anima. E’ un mondo ferito, la coscienza spesso è morta e la stessa parola “coscienza” diventa niente più che un semplice motivo per mettersi sopra un gradino da parte di chi la usa. Coscienza.
A volte pare invece che le giornate, per fortuna, siano vive, e che la coscienza morta si renda almeno conto di esserlo; la coscienza: l’anima di tutto quello che sei e ti circonda, estesa agli altri, al cielo e ai peli del tuo braccio.
D’altronde anche io, fante di cuori, mi sono perso e lasciato a Villa Panico, ho chiesto il cambio e adesso navigo tra il due di cuori, il fante di picche, pensando alla regina di fiori e mostrandomi a volte il sette bello: un jolly. Ma questo sarà compreso alla fine di tutto e se avrai voglia di leggermi e tornare indietro pr rifarlo.
Non sono mai stato un grande studioso ma auto ammetto che ho grande fantasia, grande cuore e un forte sentire.
Trovai per terra il fante di cuori in una rocambolesca sera e lo portai fiero in tasca per qualche mese finchè non lo abbandonai erronaemente in quella dannata Villa Panico, modello ricostruibile di società post-nuclear, ovvero stare lì con il baluardo dell’essere in contrapposizione alla società malata che ci sta distruggendo l’animo.
Piccolo particolare: il demonio si combatte con il demonio non stando in un bunker aspettando il nucleare stando pronti a sopravvivere nella maniera più facile. Un modello riproducibile da tutti anche dal mio nero cane. E che ce l’hanno dato a fare il pensiero aldilà del cranio?
Credevo che lasciare il mio fante sarebbe servito a qualcosa, settimane dopo, quando sono passato a salutarlo ho visto che non c’era più. Spero solo non sia stato divorato, ma piuttosto raccolto da quel troppo poco signore e troppo poco ragazzo che notò quello che stavo combinando quella sera. Eravamo molto connessi.
Questo solo per rendere l’idea di cosa esprimono le carte per me. Meglio detto: cosa esprime ogni seme associato a ogni figura. Non conosco i re, gli assi svettano, sono i potenti e i rappresentanti di ogni proprio seme, le regine sono le donne e i fanti portano avanti la propria visione. Le carte in scala dal due al sette rappresentano il seme in diverse sfumature ma sono secondarie e facilmenti solubili all’identificazione, intendo che non sono persone precise e che un cinque può velocemente diventare un due o un sette. E’ un bel ‘giuoco’ se non desideri solo pagare le bollette.
La regina di cuori è da mesi che chiedeva il cambio, l’ho fatta continuare, un pò cotringendola, a giocare e adesso si è infortunata. Sono giorni che non la vedo, non sono io che me la sono scelta è stato uno strano caso che per me, nel mio gioco, sia stata scelta lei.

Siamo uniti da un’esperienza in comune, tante esperienze in comune, ma una in particolare. Così ci siamo avvicinati l’un l’altro, con un’esperienza in comune.
Il punto è che io ho iniziato giocando e giocando continuerò, e mentre giocavo è successo che ho avuto delle risposte e le ho avute lontano dalle bollette da pagare. Mi dispiego. E’ successo. Ricordate il successo? Ricordate come ho provato a spiegare il successo? Mi ripeto: il successo è successo. Successo nel senso che è accaduto, è successo. Insomma io ero lontano kilometri anni luce da lei e lei uguale giusto? Torna. Eravamo lontani e io avevo messo il gioco sul tavolo e gli avevo chiesto di giocare. Uno poi decide se giocare o meno, lo chiedo sempre tranne quando nascondo il fatto di farlo. Proveresti te, se qualcuno lontano kilometri anni luce ti avesse detto che eri una delle carte del mazzo, a fare un alzata da un qualunque mazzo di carte trovato sopra un tavolo lontano per vedere cosa succede?
Beh, è successo.
Dicono che adesso sta nevicando a Firenze ma a me non interessa.
Nevica perchè la regina di cuori si è tolta dal mazzo e adesso sarà perduta in marroni scatole di un trasloco comune dove c’è da pagare, tante, bollette.
Se voglio, domani smetterà di nevicare e, mentre le mie labbra gli sfioravano il collo da dietro, non scorderò mai i miei occhi che sorridevano a quella carta poggiata in verticale, ripeto, in verticale sopra un.. non importa sopra cosa.
La regina di cuori in verticale.
Insomma devo scrivere il finale dell'”Ultimo sogno di Dio” e ancora non è scritto. Dipenderà dalla regina di cuori e dipenderà come tutto il mazzo faccia sì di recuperare questa carta che adesso è uno stupido jolly.
Il fante di cuori è fuori dal mazzo.
Il fante da sempre è simbolo di portatore di conoscenza, da sempre, negli scacchi è accanto al re e alla regina e chissà chi diavolo sono i re. Comunque sto scrivendo della regina di cuori non del mio modo di vedere le cose.
Ci sono tante cose buffe in questo gioco che hanno avuto un successo.
Sembrava di osservare il Nirvana semplicemente usando i mezzi a Noi comuni anche mentre pagavo le bollette. Poi ti ricordi di come sei arrivato lì, e te lo ricordi solo perchè ti scordi, e allora torni a usare gli occhi come sempre. Travolto dal Samsara; se scrivessi che un uomo camminando lungo il marciapiede a un certo punto viene assalito dall’oceano che tutto inghiotte e non segue linee, direi che ho fatto un parallelo. Ma i paralleli qui sono infiniti e non si chiamano più nemmeno così. Porto oltre il discorso, i giuochi sono giochi, ma questo è veramente un Gioco. Siamo così oltre che metto un punto strano infondo a questa frase che serve a quello che ho spiegato in ‘Legenda‘: serve a cambiare discorso.’

“Ma io vengo da una rettiliana” continuò un pò il suo discorso.
“Non ci credo che anche lei gioca come me” pensò accenando un sorriso senza bollette da pagare.

Dicevamo, la regina di cuori credo che non sia come le altre carte che spiegavo prima, quelle dal due al sette. Credo sia lei. Comunque vada sarà lei, in entrambi i casi: quello in cui il fante torni nel mazzo o che il jolly continui a interpretare carte idonee alla situazione che vive. Una volta l’aspettai sotto casa sua e aveva la ruota della bici sgonfia e da poco eravamo venuti a conoscenza dei simboli degli elementi, tramite un cartone animato, nulla di serio, insomma gli disegnai il simbolo dell’aria vicino alla ruota, ci misi un accendino, il fuoco, terra tutto intorno e una squallida bottiglia di platica presa da un cassonetto e riempita con l’acqua degli annafiatori automatici, sopra i quattro elementi ci misi l’Universo, il mio Universo e poi cominciai a scrivere. E a scrivere e a scrivere.

Girai la testa pensando:”No adesso no. Se arriva ora c’è qualcosa che veramente puoi Fare.”

Arrabbiata arrivò. Sembrava urlare come io avessi osato insinuare che lei era l’Amore. Ma arrabbiata per cosa?
Andai a dirgli che lei era l’Amore e sbagliai. Sbagliai perchè la regina di cuori non è l’Amore. Sta davanti al fante e lo trascina con la sua bandiera. Certo in qualche gioco la donna diventa il fante o il fante diventa la donna, ma sono soli pochi giochi e le regine sono annebbiate. Che abbia sbagliato gioco io?
No, perchè ricordo, è successo e adesso, che ho iniziato a prestare attenzione anche al fatto che respiro, ne sono convinto. In qualche momento della giornata faccio attenzione ai miei respiri e poi la divido sulle cose che vedo. Divido l’attenzione in maniera che osservo i respiri, capisco e seguo un discorso intorno a me mentre cammino e leggo un numero di targa notando che un palazzo intero ha le serrande tutte chiuse e allora penso che non è un condominio di famiglie diverse ma penso che sia di un unica persona e che allora non sia presente e lo penso credendo che se fossi un ladro sarebbe un ottimo colpo e pensando anche che se fossi una guardia sarebbe un ottimo punto di osservazione, sempre se il gioco di guardia e ladri ti interessi ed esista, inoltre noto l’azzurro del cielo continuo ad osservare i respiri e leggo un’altra targa cercandomi di ricordare che quella volta al secondo piano di quegli uffici c’era una persona che probabilmente stava andando in pausa pranzo perchè erano le una, grande anche al tempo avevo prestato attenzione, e si stava alzando dalla scrivania, insomma ci siamo capiti un pò? O ho fatto solo confusione?
Dietro questo dovrebbe stare il fante: il controllo su se stesso per non farsi controllare, la volontà di potenza nel riuscire ad avere un successo, trovare le sue regine e seguire quella di cuori, per fare l’amore non per altro, aiutato dalle altre regine e aiutarle nel loro fare, in modo che stiano bene tutte quante, l’Amore lo vediamo così come ho provato a spiegarvelo, il fante di cuori porta una bandiera che è la sua conoscenza, cavalca il suo cavallo e insegue la sua regina, che è una donna non una ragazza, insegue la sua donna e così fa l’amore. Chi sono i re? Se il fante raggiunge la regina come può continuare la sua impresa? Nell’incontro tra il fante e la regina Dio inizià a mandare i suoi pensieri alati, le coincidenze, a persone che a volte se ne accorgono. Come me, che me ne sono accorto e allora per questo ho provato a cavalcare l’arcobaleno, per portare avanti la bandiera dell’amore inseguendo la mia donna. Per vedere se di nuovo vedrò Dio mandare pensieri alati.
Chi sono i re? Mi piacerebbe dire che una volta erano fanti e che sono saliti sul trono dopo aver avuto molto successo. Ma questo potrò dirlo tra anni, quando dovrai leggermi da una degna altezza e spargere svariati fogli sopra un tappeto che mi avrai dedicato.
“Esagerato!”
No, è che voglio avere successo. Voglio diventare un re, per lei, perchè sono un fante e perchè voglio andare oltre i paralleli che sto cercando di mostarti usando allegorie psicologiche. Sto andando affondo e vedremo come sarà. Sto solo cercando di convincerla che non è colpa mia se dobbiamo pagare le bollette, che sarebbe bello fargli vedere insieme che non siamo venuti qui solo per pagare le bollette, ma che forse un giorno puoi passare da Piazza Dresda con lei e raccogliere qualcosa, anche se le foglie non ci sono più, anche se nevica o se tira vento di burrasca, saprai che le foglie torneranno, smetterà di nevicare e ci sarà un sole che quasi brucia.
Sai che sul ponte quella volta, dopo che..
Ma non è raccontare quello che è successo, è scrivere. Scrivere non con la penna. Scrivere la storia.
Un ciclo lunare, tutto per la regina di cuori, poi, ogni luna piena dovrò inventarmi qualcosa. Per amore per dio. E’ lei che da lontano mi urla “Kill pink, be punk!”
Che casino.
Sono cresciuto, non penso al suicidio e ho capito perchè. Studiai filosofia, ma la abbandonai e adesso ho la mia. Sembra quasi una barra di un rapper.
Un fante di cuori che abbraccia Nietzsche e lo ringrazia.
Un fante di cuori fuori dal mazzo.

Un finale tutto aperto, come questo, che lascio così. Aiutandomi con la punteggiatura. Pensando all’ultimo sogno di Dio, così vicino e così lontano.

Ho saltato una settimana del ciclo lunare pubblicando ‘Trasmissioni‘ e il sogno di Dio si è fatto avanti, è diventato più “L’ultimo incubo di Dio”, ma che ci volete fare. Non c’è più religione. Ti abbraccio Nietzsche. Come un tuo caro nemico ti abbraccia.

E adesso mi addormento, per un pò.

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