L’universo

 

Accadde di Marzo, credo.

Che cosa? Beh.. Qualcosa di strano, credo.

Dico credo perchè non penso di essere più capace di distinguere cosa è strano e cosa no.

A me, adesso, sembra tutto normale..

 

Avevo passato il tempo a seguire una folle sensazione. Distruggere..

Distruggere cosa? Ciò che nel mio universo non riconoscevo come mio.

Era pieno di città e palazzi e costruzioni che non avevo creato io, e che con me non avevano nulla a che fare. Ma se non le avevo create io, chi era stato a farlo? Che ci facevano quelle città così grandi e fortificate nel mio universo?

Semplice..

Avevo lasciato che altri potessero costruire le loro cose, come volevano, nel mio universo. E che c’è di male in questo? Nulla, se non per il fatto che lo stavano devastando tutto, e non avevano lasciato nemmeno un angolo di mondo per me.

E a che mi serve un universo se non c’è spazio per me?

Allora ho cominciato a distruggere per far spazio a qualcos’altro.

Funzionava..

 

Poi arrivò quel Marzo, credo.

E su di una collina, di Marzo, in mezzo alla polvere, lo trovai..

 

Guarda! L’universo! – Dissi a chi mi era accanto, dopo aver tirato fuori una pallina nera e blu da un vaso pieno di cose ammucchiate. Se ne stava in una casa abbandonata, dove ogni stanza era di un diverso colore. Eravamo in tanti, e ognuno di noi scherzava su quale sarebbe stata la sua stanza una volta che ci saremmo andati ad abitare. Così con un’amica mi addentrai nella mia nuova stanza. E lui era la che mi aspettava. Non so cosa mi spinse a mettere le mani in quel vaso sporco e pieno di spazzatura, ma successe così.

 

Strano o normale? Normale..

 

Insieme allora corremmo a farlo vedere ad un altro amico, non uno a caso, e tutti e tre ridemmo, forse di gioia, o forse di qualcosa di più. Era già stata una notte bellissima, e sarebbe potuto anche bastare, eppure andò diversamente.

Vivere divenne un’avventura unica, e non che prima non lo fosse, ma non me n’ero mai accorto prima. Trovarlo fu l’inizio di qualcosa che non avrei mai pensato potesse accadere a me, e non solo a me, pensavo che non sarebbe potuto succedere e basta. Ma inizio di che? Spiegati!

L’inizio di un nuovo gioco, più grande, più vivo. Un gioco dove si utilizzano tutte le carte, e non solo mezzo mazzo. E nessuno mi aveva detto che esisteva anche l’altra metà..

 

C’è chi potrà pensare che tutto questo sia solo un viaggio mentale, o il caso di un giorno, ma posso dire che per me quel giorno ha ancora da finire.. Il sole tramonta, e poi arriva la notte, ma il mio giorno non finisce.

Qualcosa, quel giorno, si ruppe definitivamente. Come un orologio che smette di funzionare. E non credo poi che sia così strano..

 

Andammo poi nel punto più alto di un bosco, come fosse la cosa più normale da fare. Là in cima si potevano vedere le colline scivolare nelle valli illuminate dalle luci del mattino, sovrastate da strati infiniti di cieli azzurri. Il mio cuore, davanti a ciò, si commosse come quello di un bambino. Si commosse per la vastità di quello spazio, e della profondità di ogni cosa, di ogni istante. In quel momento capii cosa stava succedendo. Capii anche che, per quanto impressionanti furono quelle visioni, erano soltanto briciole.. Meravigliose briciole..

Tirai fuori il mio portafogli e presi la carta d’identità. Feci una buca nel terreno, con calma, senza fretta. Strappai con cura la mia identità in piccoli pezzettini, e la feci cadere nella buca sorridendo. Ci sputai sopra, senza disgusto, o rancore. Poi ricoperii la buca e sussurrai “Addio”.

 

Strano? Normale..

 

Presi l’universo dalla tasca. Lo guardai accuratamente con le spalle al sole.

Si, quello era l’universo..

Così piccolo nelle mie mani. Vero amica mia? Così pieno di imperfezioni. Gli diedi un bacio, e un brivido fatto di mille voci mi attraversò giù per la spina dorsale. Le mie mille voci che se ne andavano. Ecco cosa s’era rotto. Il confine fra me e il resto del mondo. Fra me e quelle mille voci.

 

Da quel giorno l’universo vaga, di persona in persona, di amico in amico. Vaga tra chi ne ha bisogno, tra chi si sta divertendo, tra chi sta soffrendo. Non ha pregiudizi..

Tanto l’universo è a portata di tutti quelli che hanno voglia di tenerlo con sé.

Molte cose potrebbe raccontare, poiché c’è sempre stato qualcuno che ha avuto voglia di tenerlo per un po’.

 

 

Che sia chiaro a tutti!

E’ solo una pallina!

Ma è questo il punto!

Cosa impedisce a ognuno di poter vedere l’universo in una pallina?

E perchè dovrei fregarmi di ciò?

Perchè queste son solo briciole..

 

E anche se ancora non ho distrutto tutto, e rimangono ancora delle roccaforti che non vorrei nel mio universo, so che presto scompariranno anche loro, poiché non si può fare nulla a una pallina che si trova nelle proprie mani. L’universo va. E tutti noi con lui, trasportati dalla sua corrente.

Quel fiume che scorrerà sempre, con o senza di te o me, che tu o io lo si segua o no.

Scorrerà anche se inquinato, anche se corrotto o deviato dal suo corso.

 

L’universo non si ferma..

 

Crediamo di poter interferire sul suo corso. Ancora crediamo di essere staccati da esso. Crediamo di essere i dominatori, la ruota che fa girare il mondo. Ma cosa dovremmo dominare poi?

Non siamo ruota di un meccanismo. Piuttosto, parte di un organismo. Moltitudine interdipendente. Puttanate? Probabilmente si. Ma tanto che cambia? L’una o l’altra, ora sei qui. A ognuno la scelta del proprio inferno. Del suo universo..

 

Il mio è solo una pallina nera e blu nelle mani di un bambino che non vuole smettere di crescere..

 

 

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One thought on “L’universo

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