Legenda

Ogni tanto il mio nero cane si ferma e si impunta, cerca il cane bianco. Loro, intendo i cani, lo sanno che Vertigo esiste laggiù, spersa tra le metropoli, in un futuro che tornerà, in un presente di un universo per adesso parallelo.
Dicevo che c’è un modo in cui le cose non devono andare. Lo dicevo quando con i miei occhi.. aspetta rinizio. Lo dicevo quando, cambiando i miei occhi, mettevo quello di marmo e quello di vetro tenendo quelli di carne tra le mani per sentire il fuoco della passione delle emozioni della vita, insomma, quando mettevo quegl’occhi vedevo come le cose sarebbero potute andare per far si che andassero nel migliore dei modi. Il migliore dei modi in cui le cose possono andare è quando la realtà combacia, che brutta parola combacia, con la volontà della realizzazione dei tuoi fenomeni. Beh, non è sempre così. Le cose infondo vanno come vanno, non vanno come devono andare e non vanno come tu vuoi che vadano a meno che tu, sotto un’attenzione su te stesso pari a quella che metteresti sul dolore che una forbice ti da quando sta per tagliare il membro che hai tra le gambe o un capezzolo.. dicevo quando non unisci la volontà all’amore. In quei rari casi noi, poveri umani e non oltreuomini, riusciamo a far andare le cose nel modo in cui devono andare ovvero seguendo la propria volontà. L’ultimo sogno di Dio è quasi scritto, il mese sta giungendo al termine e spero di aver già finito di scrivere “La regina di cuori” prima di aver finito quello che sto scrivendo adesso: “Legenda”.
Sì scrivo per scrivere, non c’è niente di male.

Scrivo per vivere. Non vivo per scrivere.

Rileggi e capisci la differenza. Questo lo sottolineeo sedici volte per ribadire, a chi dice e ha paura di essere solo una mia storiella, che non è così. Purtroppo scrivo; come un individuo che si esprime scattando foto a quello che lo circonda, io scatto inchiostro su un foglio guardandomi intorno. Già, l’amore c’era e ci sarà ancora. Non voglio mollare di un passo e lo dico scrivendo perchè mi guardo intorno e ora che sto attento ai respiri mentre scrivo tengo di conto la missione che da molto più giovane mi autoassegnai durante quella doccia. Scrivo e basta. Senza scopo di lucro e senza scopo di non lucro. Scrivo perchè mi riesce e a volte ti ritrovi a guardare il bianco del soffitto o a far finta di dormire sopra un letto che nemmeno riconosci essere un lusso, stupido individuo, e allora meglio scrivere che stare ad occhi aperti sognando il niente con la mente piena di inutili gomitoli grigi. Vado a diritto stavolta e non metterò nemmeno un punto e a capo, anzi metto solo questo perchè vado in bagno e serve a far capire che faccio una pausa. Una legenda ti serve per capirmi. Una legenda quindi ti farò, stai tranquillo.

Mi hanno detto che non so usare le virgole. Mi viene da ridere. Io le virgole le uso e c’è chi mi dice che non le so usare. C’è chi le virgole non le usa e mi spiega come usarle. Traslo il discorso e lo trascendo, non so bene cosa sono le virgole nella vita, provo a metterle in parallelo, ci provo. Tu sei una virgola, e questo lo scrivo a lei che so che mi leggerà e allora dico che le virgole si usano per fare spazio e prendere tempo, ci racchiudi dentro un altro spazio che chiuderai mettendo un altra virgola. E poi a volte metti un punto, a volte a capo, ma sei sicuro che la virgola la riuserai alla stessa maniera, come vuoi, in maniera corretta. Adesso scrivo senza virgole per far vedere a lei che succede se non le usi. Ma ho sbagliato mi sa, perchè lei è tutto tranne che la virgola, lei è quello che ci sta dentro e fuori.

Riaccendo la luce e per questo metto a capo perchè ho messo a capo prendendomi la pausa per accendere la luce faccio vedere quanto le virgole sono importanti che siano in un rapporto o in uno scritto devo decidere se mettere i punti ma non li metterò per far notare quanto siano in realtà importanti anche quelli ricordo che trascendo le parole anzi il significato delle parole e adesso dovreste aver capito quando metto un punto cosa succede metto uno stacco mi viene imposto per dare senso a tutto e lo uso quando credo che sia necessario o quando mi chiedono di metterlo perchè altrimenti andando senza fermarsi così non si capisce nulla continuo a scrivere con questo metodo senza punteggiatura e vedrai che casino vado a combinare non capirai nulla e pensare che lei crede che le virgole siano negative e i punti la fine definitiva di un discorso per fortuna io so come usare le virgole i punti e le messe a capo e dopo tante virgole e punti adesso è il punto di mettere a capo mettere a capo non è per forza motivo di cambiare discorso a volte è motivato dal fatto che prendo una pausa perchè mi distraggo a volte è necessario per interrompere il concetto o la storia girando pagina a volte è solo per riposarsi e ripartire concentrati dopo che ho riletto quello che fin’ora è stato scritto serve alla storia serve a capirsi meglio e serve a volte solo per andare a fare pipì senza che si senta interrotto il naturale ritmo come adesso che ho dato un sorso di birra avrei messo una virgola per rappresentarlo nello scritto magari non l’avrei scritto ma di sicuro lo avreste sentito questo è il modo di scrivere solo quando sei ispirato catturando quella stella cometa che passa e viene presa con un retino da farfalle che vivono la loro esistenza solo per due ore. Questo, intendo, quando dico saper usare le virgole e  i punti: interrompere un discorso per dargli respiro, interrompere una storia per camminare lontano, girare la testa e guardala da pochi metri più in là.

Questo intendo quando metto un punto a capo: capire meglio una cosa, interrompere una storia nel tempo, nel ritmo. I pro-diggei di oggi direbbero nel beat e allora questo punto a capo è servito a fermarsi, rileggere tutto, e riniziare, col senno di poi, un discorso coerente sapendo dove andare a parare. E’ servito per correggere gli errori, per non commetterli più, o meglio, commetterli di nuovo, capendo quando mettere un altro punto a capo per rileggere di nuovo e di nuovo e, nel caso, mettere un altro punto a capo, come adesso, che lo metto a capo perchè questa storia mi piace e la voglio coninuare. Proposizioni troppo lunghe, si usa fatica a capirle.

‘Usare fatica’ aka continua.

Poi c’è un altro punto che si può usare: l’ultimo punto. Lo usano tutti, io sempre col senno di poi, sapendo che offro opere incomplete che non hanno fine spesso. I miei punti sono punti di rilettura il più delle volte. Quando sembrano l’ultimo punto è perchè non sali di dieci metri e spargi tutti i fogli che ho scritto per leggerli insieme dall’alto, fra mesi dovrai salire a cento metri per capire. Fra un paio di anni l’opera continuerà ad essere incompleta e dovrai salire ancora un pò. Fra un decennio o due sarò ricco grazie alla libertà della musica, Vertigo saprà leggere l’alfabeto a quel punto perchè affermata, lei sarà con me e non scriverò più su di lei, le insegnerò a scrivere. Lasciando indietro il disagio, oltreamore vi ho fatto salire un attimo qui, a più di cento metri di altitudine, ma tra due punti a capo puoi riscendere a pochi metri per spargere i fogli e leggerli insieme: ancora ne ho di strada da fare.

Metterei pagine bianche se potessi fartele leggere.

A volte i punti a capo servono per isolare una bella cosa che scrivo, pura estetica, ma una cosa che scrivo è bella se è piena di senso e trascende l’infinito, non è bella solo se scrivo una cosa carina tipo: “Quella ragazza giovane strinse le mani di suo figlio per fargli sentire il calore della vita, denti di latte sorrisero sopra il suono della radio che usciva dallo stereo comprato in riva al mare.”
Bello sì, ma la qualità dove si trova? “L’uso inutile delle belle parole vs l’uso vero delle belle parole: 0-4. Palla al centro.” E palla al centro per fare cosa? Per finire 0-5?

Insomma il problema non è che io non so scrivere, ma piuttosto sei tu che non mi sai leggere. Cambierò stile e contenuti solo per te ma in realtà sei te che devi imparare a sapermi leggere. Trascendi anche adesso che questa è bella davvero. L’hai vista? Rileggi.

E’ bello poter parlare di una legenda così. E’ bello poter parlare di due cose scrivendone una sola. Spiego come scrivo perchè scrivo come sono. Mentre scrivo, quindi, spiego come sono. Le pause, le virgole e i punti a capo rappresentano sì un modo di leggere; ma rappresentano anche la mia vita. Rappresentano un modo di scrivere e io scrivo così perchè vivo così. La grammatica, la sintassi. Che tristezza infinita stare attenti alla grammatica. Le stelle comete passano bruciando tutto quello che si lasciano dietro, mi pare già tanto ruscire a catturarle. Il dubbio spesso viene rappresentato dal fatto che non so come continuare, come adesso e allora ti faccio fare un esercizio da futuro mio lettore: cosa ci starebbe bene adesso?

Se hai indovinato leggi fra le righe, oltre le righe, notando quello che ho fatto. Ci siamo sì?

Anche questo pareva giusto no?

Adesso smetto, appena finiscono i dubbi. “Cosa sta succedendo?” Se non hai risposta puoi smettere di leggere perchè vuol dire che non stai ben capendo cosa sto cercando di comunicarti. Se non vuoi smettere rileggi tutto ma stavolta inizia contando e prestando attenzione ai tuoi repiri, iniziando così dividi quell’attenzione tra i respiri che fai e le parole che stai leggendo in fila. Questo ti permette di starmi dietro e non davanti a caso. Dietro, solo adesso però, mentre scrivo, che è il gesto più alto che una persona possa commettere. Lo diceva qualche tipo importante, ma mi sto perdendo, metto un punto a capo prima di finire a fare a cazzotti con la scrittura, perchè così, più avanti vai peggio è.

Mi gratto un pò la schiena.

Appena saprai leggermi cambierò il modo di scrivere. Non voglio annoiarti ed essere prevedibile. Per un periodo rimarrò uguale ma all’improvviso cambierò tutto. Niente punti a capo per rappresentare le pause, metterò punti e virgola. Tanti punti e virgola.

Mi sto perdendo, sono stanco, spero di avere dato profondità e non orizzontalità. Aspetto che lei mi chiami per non correre da lei in modo che mi richiami per chiedermi di farlo.

Ho imparato a pulirmi, e questo punto a capo è per il cambio discorso non per la pausa, servirebbe punteggiattura più dettagliata per far capire tipo così  .’  che vuol dire che metto a capo per cambiare discorso non per la pausa che faccio io scrivendo nello spazio tempo.

Ho imparato a pulirmi, dicevo, sono cresciuto e quando ci riesco mi alleno a stare attento ai respiri, avrò successo per questo e attiverò i neuroni specchio che mi piacciono cercando di stare a contatto con le persone che stimo e che voglio imitare almeno per certi loro aspetti. E’ un discorso importante. Sono stato un paio di mesi a cercare di attivare i loro neuroni specchio per allargare l’esercito dell’amore, sarai stato anche te mesi in un habitat dove non trovavi il tuo humus per cibarti. Sarai stato humus per cibare altre persone anche te. Dicono gli esperti che basta mezz’ora per far sì che i tuoi neuroni specchio si attivino per l’imitazione dell’altro. Mezz’ora, dopodiche il tuo cervello si spenge, per difendersi, se non è il caso che tu continui a guardarti riflesso la dentro. Scrivo a tutti, ma sono in un ciclo lunare in cui ho detto che avrei dedicato gli scritti a lei si vede che ne tengo di conto, ci sto buttando un pò della mia conoscenza sulle note di queste righe. Ascolto rap e scrivo per lei. I neuroni specchio li sto facendo divertire e la legenda di come fare la rendo pubblica adesso. Anzi no, adesso sarebbe bello usare la nuova punteggiatura che ho proposto prima per far capire che metto a capo per cambiare discorso.’

Penso a Piazza Dresda, all’anonima figura che aspettavo sopra un ponte quando scrissi “Un altro fiore del male”, penso all’altro ponte allo gnomo sull’arcobaleno e alla bandiera bianca poi penso all’alcool, a Gurdjieff e agli zaini che liberano la musica, penso ai coinquilini nuovi che dispiacerà lasciare fra due mesi e al pensiero insopportabile di lei fra braccia più grosse delle mie, penso a quanto ho dormito e a quanto non domirò, penso alle lune piene che verranno e alle opere d’amore che farò, ve le racconterò credo ma non le farò per raccontarle, le farò per farle  le racconterò perchè sono uno scrittore, penso ad un viaggio in Tibet per recuperare una vibrazione e ad uno in Perù per non deragliare dal mio binario, penso al cammino di Santiago per guardarmi la schiena e ricordarmi perchè ho quel tatuaggio, penso alle sue mutande che porterò ovunque in un taschino interno vicino al cuore, in ogni viaggio, e penso a quante volte le ho sfilate da quelle gambe, adesso penso al Funk che è qui accanto a me e dorme e mi accompagna da sempre anche se è da poco che lo conosco e adesso sta crescendo, trascendo anche lui, che è un nero cane ma che ha un nome che letteralmente significa “forte odore di sesso”.

In fondo a una cascata di centinaia di metri mi trovo, a braccia aperte la aspetto, tra le virgole e i punti adesso metto quello finale ma tu continua a salire che l’opera è incompleta. I fogli sparsi via via che aumentano vanno osservati dall’alto e per questo ciclo lunare finirò “La regina di cuori” e “L’ultimo sogno di Dio”, questo mi sta  intorno, questo scrivo. L’ultimo sogno di Dio sarà l’ultimo del ciclo e vedremo come sarà il finale, lo scoprirò camminando sui miei passi, facendo attenzione ai respiri e catturando le stelle comete che passeranno sopra di me. Come il cielo stellato, che diceva quel tipo, sopra la legge morale, altri direbbero sopra la pozza di fango.
Aspettando la Primavera, le stagioni le faccio io.

Trascendere. Trans: dal latino, “oltre”.

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2 thoughts on “Legenda

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