S’oggetti – Agape

Si conobbero una mattina d’estate, dopo una festa in campagna a casa di amici. Lui era davvero stanco, ed era rimasto da solo, a piedi, perchè i suoi amici lo avevano abbandonato là, collassato nel bosco, dato che non rispondeva più al cellulare. Tanto non era la prima volta che succedeva. Così, al suo risveglio, cominciò a cercare qualcuno che potesse dargli un passaggio fino in città. Si avviò verso le macchine, ormai poche, e li, da uno sportello cromato aperto, intravide Lei che era appena entrata. Corse verso di Lei e le chiese, con poca eleganza, se pteva accompagnarlo almeno alla stazione più vicina.

Era molto carina, sia nei modi che nell’aspetto, e acconsentì. Rimasero allora un paio di secondi a guardarsi negli occhi, come se in fondo si fossero già visti da un’altra parte, e poi, entrambi, salirono in macchina. Durate il viaggio si dissero molte cose, e tacquero su molte altre, ma scoprirono di avere ognuno una certa attrazione verso l’altro. Una volta sotto casa, Lui le chiese se poteva sdebitarsi offrendole da bere. Una birra, un caffè, o entrambi, e anche questa volta, Lei, acconsentì. Lui allora salì in casa a posare il suo zaino e a cambiarsi. E una volta in casa, in solitudine, dopo essersi cambiato, e prima di riscendere da Lei, si guardò allo specchio, e si disse – Questa non posso lasciarmela scappare. Sei sempre stato uno stronzo. Non scazzare questa volta.. –

Raggiunta Lei, partirono insieme alla ricerca di un luogo dove poter stare insieme in tranquillità. Fu tutto molto bello. C’era la luna, le stelle, la musica, e tutte quelle cose che di solito ci sono in queste occasoni, ed entrambi erano contenti di ciò che stava succedendo.

Infine si baciarono, e quel bacio, rivelò una realtà di fatto inaspettata per i due ignari ragazzi: Si erano innamorati. Lei cominciò a stringerlo forte, e a strusciare sulle guance di Lui, giocando con parole dolci e confessandone altre meravigliose. Poi, senza nessun motivo apparente, quasi all’improvviso, Lei disse qualcosa che avrebbe cambiato la sua vita per sempre – Non mi sarei mai aspettata tutto questo. Sono euforica. Mentre ero in macchina prima, ad aspettarti, ho cominciato ad avere un gran caldo, perchè ero così emozionata.. E mi capita sempre, quando trovo qualcuno che mi piace molto. E come ci siamo guardati prima di andare via.. Quindi ero nervosa, e avevo la bocca tutta asciutta. Ho bevuto alla goccia una bottiglietta d’acqua che avevi lasciato in macchina e mi sono detta di calmarmi, altrimenti avrei.. – Ma a questo punto Lui la fermò, come colto da un malore – Una bottiglietta? Quale bottiglietta? – E Lei rispose – Una che avevi lasciato in macchina. Perchè? – A quel punto, Lui rimase in silenzio..

Il suo sguardo cambiò, come se qualcosa di brutto fosse successo. E in questo stato, per la sua testa, risuonarono solo quattro lettere: Mdma.

Se non si stava sbagliando, la ragazza che aveva di fronte, e di cui si era innamorato, si era bevuta almeno 0,3 grammi di mdma che gli erano avanzati dalla festa della notte prima. Ma non poteva ancora esserne sicuro – Non è possibile! – Pensava, mentre Lei continuava a baciarlo e ad abbracciarlo come se fosse stata pagata per farlo. Si chiedeva se dirglielo o no – Dovrei dirglielo. No, no, non posso rovinare tutto. Sembra così ingenua. Magari non sa niente di queste cose. E poi non se ne accorgerà mai. Come potrebbe accorgersene? Aspetta, ancora non sei sicuro che sia quella bottiglia. No, no, meglio di no per adesso – E infatti, alla fine, non le disse niente. Continuò come se nulla fosse.

A fine serata tornarono insieme alla macchina. E poi a fare l’amore a casa di Lui. Fu una notte d’amore lunga, potente, e illuminata dai cuori di due giovani innamorati appena conosciuti. Più tardi, quando Lei si addormentò, Lui corse a frugare nel suo zaino. Ma una volta svuotato, non potè che realizzare l’evidenza dei fatti: La bottiglietta non c’era più.

Dormirono insieme, e al mattino fecero colazione. Poi si salutarono, con la promessa che si sarebbero rivisti dopo qualche giorno. E così successe. Ci fu di nuovo molto amore, e un’altra lunga notte di piacere. E così successe ancora altre volte, e altre ancora.

Ma poi iniziarono i problemi, e l’amore cominciava così a diminuire. Litigavano di cose stupide, e giorno dopo giorno, le lacrme di Lei, solcavano il suo viso sempre più spesso. Un pomeriggio Lui, dopo una violenta discussione, tornò a casa col cuore ansimante di rabbia, cominciando a spaccare tutto quello che trovava. Sedie, piccoli oggetti, cassetti.. E spaccando contro il muro il suo porta spiccioli di plastica, sul pavimento, in bella vista, apparve una bustina, gialla, che risaltava sul pavimento in lineolum blu. La prese e la guardò un secondo. Dentro conteneva una modesta quantità di Md.

I suoi occhi si illuminarono. Si guardò allora allo specchio, a quello specchio a cui aveva detto mesi prima di non scazzare, e sorrise..

Da quel momento in poi, Lei, fu tenuta costantemente sotto mdma.

0,2 grammi ogni 2/3 ore ogni volta che si vedevano, attraverso acqua, cibo, gomme da masticare, e ogni altro modo possibile per poter fargli assumere la dose necessaria a mantenerla sotto una costante esplosione di amore.

Il risultato, a distanza di settimane, fu che Lei si innamorò follemente di Lui, lasciandosi inconsciamente portare a di là dei limiti dell’amore stesso. I suoi occhi, sempre spalancati, videro il mondo trasformarsi in un’unica, immensa, strabiliante, emozione..

Tante volte Lui avrebbe voluto smettere, dato che sapeva benissimo quello che stava facendo, e che quell’amore che Lei provava, era solo un paradiso artificiale da Lui creato con l’inganno. Aveva letto Baudelaire. Si sentiva malvagio, e il senso di colpa lo mordicchiava al collo. Ma questo non lo fermò. E così passarono gli anni. E Lui e Lei divennero adulti. E una volta adulti, decisero di volersi sposare. E il 6 Giugno del 2006, si sposarono felicemente, con l’intento, da parte di Lei, di amarlo per tutto il resto della vita, e da parte di Lui, di amare per il resto dei suoi giorni una donna a cui aveva donato occhi sempre aperti. E quegli occhi furono testimoni di qualcosa che non potrà mai essere descritto a parole. Estasi. Pura, semplice, e indotta..

Anche quella notte, dopo il matrimonio, doveva essere tenuta nelle sue solite condizioni. Lui andò in cucina, intento a preparare la dose da somministrarle. Ma accadde qualcosa di inaspettato. Mentre infilava cristalli ambrati nella bottiglia di spumante, non si accorse che Lei era entrta alle sue spalle, in silenzio, per fargli una sorpresa, assistendo così a tutta la scena. Lui si girò, e la vide. Splendida, con occhi incantati e perplessi che lo fissavano – Che stai faendo? – Disse Lei. E Lui, in quell’istante, capì quello che stava facendo alla persona che amava. Quello che aveva fatto in tutti questi anni.. La guardò allora con occhi tristi. Fece un gran respiro e disse – Devo raccontarti una cosa –

Una volta spiegato tutto, rimasero entrambi in silenzio. Lui la guardava, mentre Lei fissava il vuoto. Non sapeva cosa fare. Tutt era perduto..

Allora tentò di incrocire lo sguardo di Lei un’ultima volta, e appena successe, le disse – Ti amo – e poi riabbassò lo sguardo, e una lacrima scese lentamente dal suo viso. Lei lo guardò, e sentì lo scivolare di quella lacrima come se stesse scendendo sulla sua di guancia, e un brivido le scosse tutto il corpo. Così anche lei capì quello che doveva capire. Aveva scelto. Scelto tra il vivere un amore illimitato, o uno mai avvenuto. Rimase ancora un po’ a fissare il vuoto. Un vuoto fatto sicuramente di ricordi e sensazioni imparagonabili. Di cascate divine, riversate su corpi frementi.

Dopo poco si alzò, dirigendosi con calma verso di Lui. Si mise sul divano, al suo fianco. Gli rialzò la testa, delicatamente, e lo baciò. Poi lo prese per una mano, e con l’altra, prese la bottiglia di spumante. Gli sorrise, come forse non aveva mai fatto prima, e diede un gran sorso.

Da quel giorno restarono insieme tutta l vita, innamorati, in un giardino incantato, fatto di cristalli amari.

Lei, passando gli anni, ebbe lesioni al cervello sempre più gravi, che la portarono ad uno stato patologico irreversibile. Lui si prese cura di Lei, restandole accanto fino al giorno in cui morì. Rimasto solo, una notte dopo la sua morte, in preda al dolore di non aver più con se la sua amata, prese tutta l’md che gli era rimasta in casa, e la assunse in ogni modo possibile, come aveva fatto con Lei in passato. Ormai vecchio, il suo cuore non resse. Scoppiò di fronte all’impossibilità di sostenere quell’amore artificiale che lo aveva accompagnato in tutti questi anni. Prima di morire però, all’apice di un’estasi incommensurabile, sul muro della casa dove insieme avevano vissuto, scrisse col rossetto di Lei – Qui ha vinto l’amore –

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