In-condizioni

 

Ero partito per scrivere una frase da dovermi ricordare, e mi ritrovo a scrivere righe su righe su qualcosa che mi sta molto a cuore. Una mezz’ora a getto continuo, anche se questo dovrei scriverlo alla fine, ed infatti questa è la fine, che però metto come inizio. E tanto che cambia? L’importante è esserci. Ma qui c’è un gran fraintendimento. La confusione dell’io. Pensavi di essere qui da solo eh? Dunque..

“Ama tutti, incondizionatamente, tutti, tranne te stesso, altrimenti sei un egoista” e noi gli diamo retta. “Dio è amore!”, e noi ci caschiamo ancora. Ma per poter amare totalmente, non sarebbe prima necessario riuscire ad amarsi per quello che si è in questo momento? In poche parole, io credo che ci si dovrebbe perdonare.. E questo è empiricamente incontestabile. Per farlo incondizionatamente poi, credo sia necessario capire che gli altri debbano poter avere la libertà di farsi del male.. O meglio, di poter passare attraverso quello che noi, ingenuamente, chiamiamo male. Ma che c’entra la confusione dell’io?

Insegnare l’amore è uno degli atti più disgustosi che un uomo possa fare. Io credo che possa essere compreso solo autonomamente. Altrimenti avremmo già tutti imparato, perchè fra queste righe non c’è e non ci sarà niente di nuovo.. Forse è tutta la vita che ti ritrovi davanti questi concetti, eppure non hanno mai cambiato niente in chi li avesse letti o ascoltati, e sicuramente non cambieranno niente nemmeno questa volta. Non si possono passare le realizzazioni. Si può insegnare solo quello che non si è ancora imparato, poichè non c’è niente in realtà da imparare, e se ci fosse da imparare, si potrebbe farlo solo da chi sta ancora imparando. Non si ha il linguaggio condiviso per potersi parlare con qualcuno che ha imparato da tempo qualcosa. Sarai sempre tu a doverti adeguare a lui. Comprendere. Abbracciare. Non imparare. L’amore lascia a tutti quella possibilità di sbagliare, di poter fare i propri errori. E qui, bada bene, non c’è insegnamento. E se ci fosse, ho le spalle coperte da gente a cui di solito viene dato un credito sicuramente maggiore del mio. Lasciarli liberi di autodeterminarsi al di là delle condizioni di ognuno. Ma in questo c’è automaticamente anche il lottare quando non ti viene data la possibilità di amare ed amarti attraverso la tua diversità. Più ti accetti, e ti ami, più, per riflesso, accetterai gli altri e li amerai per quello che sono. Il mondo a noi intorno ce lo ricorda continuamente, a volte, anche in modo violento..

La mia orbita non deve invadere quella di nessuno, e chiunque vorrà sottrarmi ad essa, non avrò difficoltà nel scaraventarlo fuori, così come mi aspetto che succeda a me, qualora invadessi l’orbita di altri. Solo amandomi riconoscerò me negli altri, e gli altri in me. E queste non son metafore, o paroline metafisiche della domenica. Siamo tutti una sola moltitudine interdipendente. O meglio, lo siamo, senza saperlo. E questa parola è fondamentale: Interdipendenza.. E l’io?

Non ho compassione per i deboli, poiché questa li renderebbe ancora più deboli. E tale compassione non sarà altro che un sentimento di superiorità verso qualcuno, dato che io, di deboli, non ne vedo, ma solo gente che si è scordata di quanto è potente. Non ho disgusto per gli stronzi, che servirebbe solo a renderli più stronzi. E in più mi laverebbe solo le mani da tutte quelle volte in cui lo stronzo sono stato io. La vita è la vostra, fatene ciò che volete, e se a voi non interessa, non vedo perché debba interessare a me. Esiste un’unica regola, che poi una regola non è, ma solo la natura delle cose: Non limitare la libertà di nessun altro.. Altrimenti, automaticamente, qualcuno lo farà con noi, e così si potrà continuare ad esistere grazie a quell’amore che ci permette di limitare altre libertà (ma non parlerò qui della libertà, altro termine sui cui sputerei volentieri sopra). Poi lo puoi fare, ma saranno cazzi tuoi e la responsabilità solo tua. E questo porta con sé delle evidenti conseguenze. Pensa un po’.. Tutto il diritto e le leggi che ci sono, derivano dal solo fatto che come abitanti di questo pianeta non ci riesce rispettare una sola regola.. Pensaci un attimo, non sono minchiate. Tu puoi avere tutto, e tutto è a disposizione, basta seguire una regola sola, ma che non solo non è una limitazione, come lo sono le nostre di regole, ma un atto di amore immenso verso gli altri. Il più alto e generoso atto verso se stessi. Quell’io..

Se non sei d’accordo, e non sei tenuto ad esserlo, ti prego, togliti certe parole dalla bocca. Non le usare. Non parlar di amore, libertà, felicità. Non limitare gli altri a quello che non sei riuscito a capire di te stesso. Quando quell’uomo ha rubato, chi ti ha detto che tu non avresti fatto lo stesso? Quando quell’uomo ha ammazzato, che ne sai tu delle situazione in cui era? Lasciaci liberi dalla tua interpretazione, dalla tua morale. Guarda l’orrore che questo amore incondizionato ha combinato. Dio è amore dicono, lo ribadisco. Ma se questo è l’effetto del suo amore, come potrei aver voglia di averci a che fare? Ma nemmeno con altri ideali fantoccio. Roba che serve solo a sciacquarsi l’alito fetido davanti agli altri e a se stessi. Lascio dio e queste altre cose a chi ha bisogno di un nuovo padre e di due grosse mammelle da dove potersi allattare. Non ho bisogno di amore, è per questo che amo. Non ho bisogno del debole per sentirmi migliore.. Poichè ho nutrito me stesso con l’oro che ho trovato da solo, e non la falsa proiezione di me stesso, a cui la società ha dato un nome, e che tutti continuano come idioti a chiamare io..

 

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