Settimo comandamento

Grazie a Dio non ho perso questa penna.

Stasera ho rubato.

E’ da sempre che dico: “Mentre cago penso.”
Niente di più vero, da soli in un campo, tutti uguali. Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.
Grazie a Dio ho proprio lo stimolo di andare in bagno.

Stasera ho rubato.

Sono tornato a casa con la voglia di imprimere quelle foto scattate senza una reflex, senza che fossi invaso da troppe deviazioni, intendo nel pensiero. Senza che queste foto venissero sporcate da pensieri vicini o da ricordi legati ad esse. Parlo di foto, ma intendo momenti che vorresti rimanessero impressi solo per parlare d’altro tramite essi, parlare di Dio, dell’Universo e, mettiamoci anche, della Volontà. Infatti non vorrei quelle foto, impresse, nella pellicola.
Mi è passato lo stimolo.

Stasera ho rubato.

Mi faccio un caffè per vedere se torna lo stimolo.
Ho rubato qualcosa, è anche simbolico. Mistico. Perdita di stile. Ho addirittura visto il Funk con il Punk. Ma inizierò dalla fine. Andando a ritroso cercherò di ricostruire il motivo per cui ringrazio Dio di avere questa penna tra le mani ora.

Mi faccio il caffè.

Sorseggiamolo mentre scrivo. Mettiti comodo. Ci provo. Provo a scrivere a tutti. Mi metto comodo. Se non scrivessi ma facessi teatro, farei parte del filone chiamato teatro dell’assurdo.
Insomma rientro a casa con la voglia di non pensare ad altro, per imprimere quelle foto, entro in camera mia e sul primo foglio del blocco dove a volte scrivo ci sono tante firme di Marghot.
Prendo la penna e vado in cucina per vedere se posso ringraziare Dio un’altra volta  solo per avermi fatto trovare un accendino funzionante, il fuoco, fondamentale dopo questo caffè. Albeggia fuori.

Stanotte ho rubato.

L’accendino ha, sopra disegnato, una regina di cuori. Neanche un’oretta fa avevo nella tasca del giubbotto una carta trovata giorni addietro per terra: un fante di cuori. Sono riuscito ad incastrarla all’ingresso di un posto che crea un pò di panico, Villa Panico. Sono riuscito a incastrarla fai per baluardo, fai come bandiera, fai come segno del mio passaggio, in una traversa di quel portone. Non saprei.
Vorrei fare degli esempi concreti, aver fatto un video e non una foto, delle foto da descrivere con la penna..

 

“..ne abbiamo visti di Inferni noi..”

“Direi di sì, direi..” disse volgendo lo sguardo altrove.

 

Ma questo è successo molto tempo prima sulle scalinate di quella Piazza.

Buio.

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One thought on “Settimo comandamento

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