Amore

Preludio

La fine dell’Amore. Non ci credo che inizio scrivendo questo. In fondo ai suoi occhi vedo i miei desideri, pensavo fino a pochi momenti prima, e invece ci sono solo i suoi. I miei li cercherò altrove, ho iniziato poi a dirmi. Ma se li vedevo laggiù in fondo come farò a trovarli altrove?
La fine di un Amore, allora poi mi son detto. Meglio sì. Molto meglio. E’come dire l’inizio del Disagio, quando in realtà è l’inizio di un Disagio. Forse combaciano in questo senso. Il Sacro Momento della fine di un Amore con l’inizio di un Disagio. Uno shock. Uno schiocco di dita mentre sei in trance con lo sguardo nel vuoto e la testa sgombra di pensieri: stavo così bene, perchè?
Non è facile fare l’Amore da soli. Non ho più uno spicciolo di energia. Se fossi un troglodita penserei che non ho più banane. Uh?
E invece sono qui che di pensieri ne ho fin troppi e mi rendono immobile con la faccia tra le mani a fare.. a fare che poi? E adesso vi dico tutto. Leggete.

Panico

Qui non c’è Amore, l’unico Amore che ho visto oggi era simboleggiato da una macchia a forma di cuore scura sul marciapiedi dove stavo camminando. Naturalmente ho fatto attenzione a non pestarla, ma è l’unica cosa oggi che mi ha fatto pensare all’Amore.
Non è vero, ho iniziato così per rendere l’idea ma la mia idea è molto più vasta e delineata, anche se sembra che le due cose non vadano di pari passo.
Camminavo e pensavo questa cosa, la pensavo prendendola direttamente dall’altro mondo, in un certo senso. Pensavo all’Amore, e pensavo all’Amore come un materiale. Pensavo che fosse una cosa inesauribile tipo l’acqua che se evapora diventa nuvola e poi piove, o che se la bevi poi diventa piscia che comunque da qualche parte finisce.
E invece pare più che sia esauribile, paragonandolo sempre all’acqua, come bere da una bottiglia: arriverà l’ultima goccia. Pare che molti di noi siano agli sgoccioli. Se non all’ultima goccia, alla penultima, se già non hanno buttato via la bottiglietta.
Insomma camminavo col mio nero cane Funk, non più da solo, da ieri a casa abbiamo Universa, che ci aspetta. Comunque. Camminavo e ho visto per terra dei fogli già scritti, li ho in una tasca di qualche pantalone. Alla fine li ho letti, era una lettera d’amore strappata. Ormai è passato il tempo in cui lascio gli eventi al caso, vuoi che sia anche solo per estetica, il caso, se tiro un dado credo che il numero che esca abbia un valore. Si fotta il caso.
Quindi pensando all’amore, come ad una sorta di metallo pesabile, come ad un’entità con uno spazio tempo definibile, ho trovato questa lettera strappata.
Il caso.
Dell’amore ne è rimasta la traccia, la forma. Ormai va di moda che il maschio si accoppi con la femmina, appunto, la forma.
Le dolci anime che si incontrano nell’eterno ritorno sono rimaste dentro i libri. Questioni di Alpha Beta Gamma. Zero anime, solo dei bei contenitori con seni degni di un grande cazzo.
La fine dell’Amore. Qui non c’è Amore, non ce n’è più.
Alzai a mio tempo quella bandiera del Disagio e ridevano di me, mi tiravano le orecchie. Bevevo droga e prendevo cazzotti in bocca che mi facevano sanguinare, sputavo quel sangue alzando ancora più in alto quella bandiera.
I demoni che ti seguono alle spalle divorano quei pochi semi che ti crescono intorno.
E tu ne ridi!
Qui,
non  c’è,
Amore.
Non capite che stanno vincendo loro, io ho tenuto a bada quei demoni golosi, poi ho voluto fargli prendere campo, è vero, ma che almeno tu ne sia cosciente quando tiri fuori il portafoglio che porta fogli. E infondo continuo a nutrirli, a spargere semi.
Qui,
non c’è,
Amore.
Le mie quattro regine sono rimaste indietro; per non essere troppo criptico, vi spiego.
A scapito del mio sentire ho assegnato i simboli delle carte a quattro ragazze.
Torno subito sui miei passi: non voglio parlare delle regine adesso, scriverò un racconto su di loro, che si fottano le regine, sono rimaste indietro.
Bravo demone.
Qui non c’è amore e poi non voglio scrivere con un lapis, voglio scrivere con una penna.
Trovata.
Adesso ci sono ma continuo domani che sto facendo confusione. Dopo il panico. Leggete.

La laguna indaco

Insomma, avevo accennato a quella storia dell’Amore come un etere che arriva sottile, e sottile se ne va. Lo immaginavo che riempisse lo spazio e il tempo dandogli una terza dimensione, quella invisibile. In realtà non è che lo immaginavo, lo immagino tutt’ora.
Il dubbio mio è sempre stato se questo etere, questo vento caldo o questo soffio vitale, fosse dipendente o indipendente da noi… mi dispiego.

C’era un gruppo di bambini biondi, con gli occhi azzurri, che vivevano nei pressi di una laguna in riva al mare, nell’alto del cielo, aldilà delle nuvole.
Facevano spesso il bagno e non c’erano scogli pericolosi dove potevano sbattere la testa o il cuore. Non avevano un capo, erano dei bambini felici a cui piaceva giocare. Ogni tanto uscivano dalla laguna, mettevano un cappuccio per non farsi riconoscere e scendevano giù tra di noi, ai nostri occhi erano invisbili ma qualcuno riusciva ancora a vederli, per questo mettevano il cappuccio. yo
Scendevano per fare il bagno nel mare che era pieno di scogli. Il nostro mare quotidiano. La vita. Si portavano dietro armi particolari per difendersi e quando incontravano gli scogli le usavano senza pietà. Le loro armi erano delle bombe che essi stessi costruivano, ne avevano tante, non sappiamo se un numero definito o infinito ma erano comunque tante. Erano bombe all’Amore.

L’attesa

E così è arrivato l’inverno, così, all’improvviso, come all’improvviso smettono queste nutrie di rovinare il silenzio che protegge il corso del fiume. E pensare che faceva caldo, giravo nudo e faceva caldo. Nevica con il sole. Non capisco come è potuto accadere, come non capisco se la luna stasera è mezza piena o mezza vuota e mi interessa saperlo.
E così è arrivato l’inverno, aspetto sul ponte che finisca, spazzato via da quella bionda figura non più anonima. La Luna si sta abbassando, lieve, dietro quegli alberi e pensare che aveva solo freddo, che avrei potuto coprirla invece di permettere al gelo, al vero gelo, di entrare prepotente fino intorno ai nostri atomi.
Il fante di cuori non è stato rimesso nel mazzo: si è perso da solo, o qualcuno che lo ha trovato lo ha portato fino al panico per abbandonarlo lì. Le regine sono disperse, quella di fiori nel suo charm, quella di picche pensando al suo Amore oramai defunto, quella di quadri dietro ad altre mille carte che la desiderano e quella di cuori, quella di cuori sta lottando contro bari e sporche mani che la vogliono toccare, il fante non c’è più, non è più a soffiargli quel vento caldo alle spalle d’altronde.
Il guerriero che perde si trasforma in prosa e la prosa renderà onore al guerriero ‘divenedolo’ immortale. Il fante ha perso, di cuori, contro quelle mani sporche, nessun abbraccio caldo è riuscito a soffiare sulla regina, di cuori.
E’ arrivato l’inverno.
La prosa ha vinto.
E io resto in sospeso su questo ponte, a scrivere di come non vorrei scrivere,
a scrivere di come non vorrei scrivere,
a capire perchè sono qui a scrivere.
Sputo dal ponte, aspetterò la Luna piena e poi andrò.
Soffia sullo stesso collo un vento meno freddo, le regine non esistono, i guerrieri non ci sono più, le nutrie mi urlano contro lo schifo, e pare che mi ricordino che sono qui ad aspettare che passi l’inverno, che arrivi una nuova regina di cuori a ricordarmi dove è stato messo il fante e che non sono qui per scrivere questo e basta.
Un infinita tristezza è pronta a lasciare il posto ad una musica che conosciamo bene, armonica, rara, e fusa con quell’etere sottile che la diffonde, quell’etere sottile che chiamiamo dai tempi dei tempi Amore.
Sopra questo ponte aspetto quella bomba a braccia aperte.
Aspetto i bimbi indaco che scendano dalla laguna oltre le nuvole. Aspetto senza paura, che quella bomba distrugga quei demoni che conosco e che mi seguono alle spalle e che si nutrono di quello che creo. Aspetto quella dannata bomba, quella bionda figura, qui, a braccia aperte, la aspetto per me, per te, per tutti.

L’arrivo

Insomma pare che l’Amore funzioni, e lo dice il diavolo mentre rifiuta di dare ad Eva quella mela proibita. E io sono solo qui per dirvelo, abbiamo vinto, meglio detto, potremmo vincere. Insomma diceva Neffa che la ballotta siamo noi, per tornare nel presente. E niente io rappresento il prima e il dopo, ma soprattutto rappresento l’ora. Il messaggio è arrivato, il Sole non fa così male se lo sai prendere con le giuste precauzioni.
L’amore, l’amore, l’amore, l’amore, l’amoresenzaspazio,
l’amore messo a capo.
L’Amore maiuscolo e l’aremo all’incontrario e l’amero sbagliato, Non sto parlando di altro, sto parlando di questo. Pare che ci sia e che saremo tutti salvi, e pare che se uno lo faccia alla fine si ripercuota su tutti gli altri. Inutile dire che i membri non sono quelli genitali, e non ci sono membri. L’amore non ha membri, ha tutto, ed è solo combattuto da te stesso che non lo fai. L’amore vorrebbe…
Cambio stile, cambio forma e cambio prosa.
Il fante di cuori va tenuto nel mazzo, la regina non importa dove si troverà quando il fante è lì dentro. E’ lì per tutti non solo per lei. I bimbi indaco sono attaccati, ma non a se stessi, come questa retorica, sono attaccati a quello che vogliono significare quando vengono chiamati così. Basta capirsi e parlare la stessa lingua e loro ci saranno, saranno lì a sganciare bombe fra di noi, basta non avere paura. Basterebbe anche solo ricordarselo, quando sei lì, che te lo scordi, che ti aiutano a scordarlo, quando sei lì che sei tentato di giustiziare il tutti per il noi. L’amore libero, libero l’amore piuttosto.
Che navighi senza remi lungo la corrente, che si sposti dalla valle, soffiato lungo quella strada percorsa in salita. Che possa arrivare a tutti tramite te, che tu possa ricordarlo a tutti. Che tutti siano pronti a piangere quando qualcuno gli ricorda che c’è ed esiste, come fanno le Giade. Aspetta Godot, aspettalo sul ponte, dicevano alzati e cammina, io l’ho aspettato sopra un ponte ed è arrivato.

La divinità

Ho perso quelle quattro righe in un bagno di una casa comune, ma non scorderò mai quella situazione di ordinaria follia che ha fatto da ponte all’attesa, alla vera attesa.

All’ultimo piano

E’ come quando sei uno che fuma le sigarette, e torni a casa con il tabacco nuovo, ed è come se alla fine sei lì con un pacco nuovo di tabacco e non hai cartine, e poi arriva lei che ti suona il campanello e allora tutto si colora, sale, fino in camera tua, all’ultimo piano, sale fin da te, che sei lì che la aspettavi e  gli chiedi se per caso ha una cartina, e sempre per caso lei ne ha due.. ma infondo tu le cartine le avevi e le tenevi nascoste solo per questo, solo perché lei avesse un senso, perché arrivasse all’ultimo piano a portartele.. ma poi lei non arriva e allora, di nascosto tiri fuori un cartina, ma solo per te.
E allora dico che ci sono ma dico anche ‘Guardami’, perchè infondo sono qui con Lui.. e sarà la prima volta che lo ricopierò su carta e sarà tutto quello che ho voluto fare da sempre.. ‘Svegliati, sei vivo cretino’ diceva una canzone. Anche quando ti senti morto, è per quello che sei vivo, perché ti senti morto.
Un palloncino gonfiato con l’anima che ci soffi dentro: questo è l’Amore, una nutria che si ciba dei sogni dei cattivi, portandoglieli via, questo è l’Amore, la Luna che illumina chi si sofferma a guardarla, questo è l’Amore, una ragazza bionda per me, che ti suona il campanello quando infondo non ci credi più, e non importa cosa ha fatto quella sera prima che ti incontrasse.
Questo è l’Amore, distruggere il rapporto di coppia, annientare Dowson’s Creek e il concetto di tradimento come se fossero stati uno dei tuoi peggiori incubi, questo è l’Amore. Annunciare a tua madre che hai avuto paura fino adesso, ma adesso non più perché adesso c’è lei. Questo è l’Amore. Bere sambuca calda mentre tutto intorno fa freddo e farsi caldo con la sambuca fredda mentre tutto intorno l’inverno cerca strada. Questo è l’Amore. Ricordarsi che infondo esiste è Amore, ricordarsi che non c’è niente di male nel crederci e nel perseguirlo, l’Amore è ovunque se lo vuoi, non fa niente di male, non fa niente di bene, è semplicemente Amore. E’ mandare a fanculo tutti mentre loro neanche lo sanno che lo stai facendo. Uccidi e lascia vivere è Amore. Uccidi te sesso e lascia vivere te sesso, piccole morti infondo, sei il Cristo che mai avresti creduto che esistesse, sei reincarnato, da Torino lo urlavano gli egiziani e te sei qui a lamentarti, sei uno scandalo, rappresenti il Disagio come se non ci fosse altra via, ricordati dell’Amore, ricordati del Disagio e l’Amore. Ricordati che non c’è solo Disagio tra di noi.. non ti scordare che siamo fatti per amare, solo così raggiungeremo quei bambini che giocano nudi nella laguna oltre le nuvole senza scogli. Siamo lì se vorrete, siamo lì se vorrai, sono lì se vorrò. E io lo voglio. Lo dico a tutti perché comunque io l’ho visto e quindi lo posso scrivere: lascia libera la tua bicicletta per tutti. Questo è Amore. Voglio continuare a scrivere anche se non so dove andrò a finire. Provo a scrivere come se fossi guidato da Lui.. e allora dico yo e continuo. Cosa è l’Amore volevo dirvi, come ho visto che esiste ho provato a spiegarvi. Adesso invece lo metto per scritto come se facessi un quadro e fossi Picasso.
No, come se fossi io. Allora comincio ora. Metto un punto.
Metto a capo,
metto tutto me stesso,
mentre ascolto la musica.
Adesso metto per iscritto cosa è l’Amore e sarà eterno.

Un Arcobaleno lontano, un Arcobaleno vicino. Un Arcobaleno che ho visto.
Da una parte uno gnomo con un cappello a punta spargeva danaro, dall’altra parte una musa credeva di essere una fata e non era niente in realtà.
Un Arcobaleno che ingrossava i suoi colori.
Uno gnomo che aspettava un niente che era dall’altra parte.
Un Arcobaleno creato dal niente. Un Arcobaleno armonico che urlava a tutti i suoi colori; ‘Ascoltali’ ti dico io. ‘Ascoltami’ ti urla lui.
Una voce senza lettere sospira nel vento quello che non avresti mai voluto sentire. Una musica che il suonatore non sa di poter creare, ma che esiste, fra quegli accordi, esiste. Sempre a fare le solite canzoni invece.

Ospedali psichiatrici, l’Amore ai tempi nostri adesso vi racconto. Ospedali psichiatrici ricordano, a chi ha orecchie grosse come un vecchio che ha ascoltato per tutta la vita, che in fondo esiste davvero, e che proprio perché ci rinchiudono lì dentro che esiste. Siamo liberi anche dentro i confini che ci mettono. Il 1984 è passato da tempo, e non tornerà più. L’Arcobaleno non ha limiti. Lo gnomo sparge i soldi e aspetta niente, continuerà a farlo per sempre, per tutti. Aspettare niente. Quello è amore. Scusa, questo è amore. Tutti lo hanno visto che esiste, l’Arcobaleno. E’ un giorno di ordinaria follia. Continuo. Ma metto a capo perché cambio stile.

Mi accendo una marlboro rossa, questo non è amore, è potenza. Volontà di potenza.

Il pagliaccio che corre sopra il filo al di sopra di tutti. Tutti ridono di lui, ma a lui infondo cosa importa, è lì che corre sopra un filo sospeso aldisopra della massa e yo. Cazzo. Sto sporcando le pagine, sto sporcando tutto. E’ bello sporcare perché sai che potrai puire, faccio retorica, l’Amore non è questo. L’Amore non è sputargli in faccia mentre ti confessa che esiste. Rimetto a capo e torno a rappesentarlo con le lettere vai.

L’Alba dopo il Tramonto. Vedere entrambi nella stessa giornata. Ma non prima l’Alba, prima il Tramonto. Osservare quegli anziani che si tengono per mano, ‘sorridere con la rucola fra i denti e aspettare che le barche si asciughino al sole’ come diceva quell’altra canzone. Il Sole e la Luna che si incontrano mentre Orione non compare più. Dove è andato a finire Orione? Gli manca una stella, ma gli manca per te solo dopo un pò che hai capito a cosa serve, se già lo avevi osservato.

I numeri che ti arrivano alle spalle mentre te continui a guardare l’orizzonte. Questo è di nuovo amore. Siamo qui e potrei continuare all’infinito. E infatti continuerò a scrivere finche non arriverà a suonarmi il campanello per salire tutti i piani che lo porteranno qui, qui da me. Continuo, leggi.

L’Arcobaleno è passato, arriva la pioggia a pulire tutto, non fa freddo e la pioggia non è grandine, le fragole crescono e non ci sarà bisogno di annafiarle.
Quella nonna universale va assecondata mentre non capisce che le sue fragole crescono bene e non hanno bisogno di acqua perché in fondo è per quello che piove. Solo per quello.

Benvenuto nel mondo degli Elfi, la tekno è arrivata ma non fa male, va gestita e va compresa, il Funk è dopo che togli un pisello dal culo, prende bene a chiunque, molto più leggerezza in entrambi i casi. Voglio bene ai miei amici, che non mi leggeranno. Questo è Amore. non dirglielo. Ma tutti lo sapranno, e voglio a tutti farlo sapere. L’Amore c’è, l’ho scritto di là… metto a capo di nuovo.

Un cane e un gatto che mangiano dalla stessa piccola porzione delle foglie cadute troppo presto.

Un ricordo che non si ripresenterà più, ma Dio, quanta è stata potente quell’ultima  volta.

I tuoi fratelli lontani, che sono piccoli, e che ti pensano mentre imparano l’alfabeto.

La merda che butti fuori tutti i giorni, il business collettivo che non hai capito cosa diavolo si crede di essere.

Chiara, Veronica, Costanza e Tara le mie regine. E le butto nell’Amore adesso. Volevo farla corta e invece continuo finchè non arriva qui da me all’ultimo piano di questo palazzo. Ve lo avevo detto. Metto a capo.

Due semi neri e due semi rossi. il seme bianco unisce tutto, ma è solo bello da scrivere questo. Il seme bianco sei tu. ricordatelo nei momenti in cui ti senti perduto: il seme bianco sei tu. Non ti fare mangiare da loro, non fare da nutrimento al loro Disagio, tieni alte le tue di bandiere, non alzare le loro. Poco tempo fa l’amore è venuto a trovarmi su un ponte, in quel caso era biondo alto e punk. E a me andava bene in qualunque modo fosse, bastava che non fosse finto ma che fosse vero. E’ venuto a trovarmi e abbiamo issato una bandiera bianca, la badiera dei pirati con il teschio sventola da altre parti ed esisteva lontana anche quella.

Non è tardi, non è mai tardi. E’ presto, e’ora il momento dell’Utopia. Io ci sono. E te lo scrivo in pubblico, ho smesso di nascondere le pagine che non sono più bianche. Smettete di farlo, pubblicate i vostri passi nelle pagine della storia, pubblicate i vostri passi maestri. Smetti di pubblicare i passi che ti portano indietro. Non siamo gamberi che vanno indietro. Gamberi nell’Amore, come ieri sera che il mio alter ego cattivo e rabbioso ha perso. In accappatoio, nudo, mi sono fatto tagliare i capelli, tagliare a scriverlo sembra Tara che è il mio Amore, adesso, ho i capelli corti ed ero in accappatoio e bevevo sambuca con degli scampi messi a decorazione. Adesso mi viene la paura, che mi abbiano fatto un video, ma non la voglio scrivere così. Metto a capo.

Lo gnomo aveva svuotato tutto il suo sacco ai piedi di quei colori, dall’altra parte un sacco di figure negative si stavano radunando, com’era possibile? Non più soldi per nessuno. Le figure iniziavano ad arrampicarsi sui colori che venivano oscurati, bianco e nero i colori che in tasca quelle figure portavano con se. Lo gnomo aveva ancora un sacco pieno di soldi per tutti e non voleva finirlo, ma non poteva nemmeno svoutarlo. Il bianco e il nero iniziavano a scalare l’Arcobaleno. Chi è che decide i colori? Giallo, viola, blu, arancione, rosso, verde, marrone, grigio, rosa, argento, oro e rame, sangue foglie e teschi, effe erre ed acca, l’Arcobaleno era inattaccabile tranquilli. F r h, niente di più, non c’è modo di avere una sicurezza più chiara di questa dichiarazione scritta che sto facendo.

L’Arcobaleno è inattaccabile.

Lo gnomo finirà il suo sacco, le figure dipinte di bianco e nero proveranno a raggiungerlo, e anche se ce la faranno non capiranno mai. Non capiranno mai che quello gnomo spazia fra tutti i mondi, gli Arcobaleni sono infiniti, come i colori, non c’è spazio per l’amore, non c’è tempo, ci sono solo infiniti Arcobaleni che spaziano tra infiniti mondi, i colori non si vedevano più. Gli occhiali sembrava non fossero mai stati inventati e invece tu li porti. E io ne rido. Lo gnomo che distrugge, che sparge soldi, che crea che come Zarathustra insegna, finalmente un Maestro che insegna e non fa solo imparare, un Maestro degno. Un Maestro con la maiuscola. Lo gnomo ha svuotato il sacco, i soldi ormai sono lì per tutti, basta che vai a prenderli ai piedi dell’ Arcobaleno.. e niente, lo gnomo ha finito i soldi, ma non li ha finiti: ha sempre li stessi solo che non li tiene più per se, ed io aspetto qui all’ultimo piano Tara, all’ultimo, non al secondo. Faccio i nomi per dire che lo gnomo esiste, che l’Arcobaleno esiste, che i soldi sono lì, e che io ci sono andato a vedere se c’erano e che in realtà non ho fatto solo quello: ne ho raccolti un pò e adesso sto cavalcando l’Arcobaleno, il Funk mi aiuta e ancora non sono nemmeno a metà dell’infinito, questo è Amore.

Cavalcare l’infinito col Funk. Meriterebbe il non scriver più ma mi tocca continuare perché ancora l’Amore non è arrivato a questo ultimo piano del palazzo. E allora metto a capo.

Penso al mio amico Cesare, adesso scrivo nudo, mi tolgo tutto, basta. E yo. Metto a capo di nuovo, ma stavolta per bene.

“Funk sali sul letto, vieni, dormi tranquillo, il futuro esiste e lo faremo io e te”  dovrei rismettere di scriver adesso.
La sacra poesia messa in prosa dall’eroe, l’eroe che aiuta lo gnomo gli urla lontano dall’Arcobaleno, gli urla di non combattere, gli urla di non voltarsi mai mentre cavalca l’Arcobaleno. “Non voltarti!” Dall’altra parte piena di niente non c’era niente da cavalcare, improvviso ora.. dall’altra parte le tasche, piene erano di bianco e di nero, amici dello gnomo intanto stavano bucando quelle tasche, lui lo sapeva che l’Universo lo stava aiutando: i suoi occhi non erano più ne di perla nè di vetro nè di carne, non aveva più occhi, aveva solo il cuore. A metà dell’Arcobaleno si voltò a guardare cosa aveva fatto. L’eroe era sempre lì in fondo a urlare con delle scarpe pesanti e con i capelli lunghi, lo gnomo non lo sentiva più, oramai era lontano e aveva le unghie lunghe, non i capelli.

Cesare è un cavallo che va liberato. Cesare è un cavallo che non può fare quella vita, non può proprio permetterselo di portare le americane in giro nel centro storico di quella città. Aspetto che il campanello suoni. Aspetto qui, la sensazione che non suonerà va messa da parte mentre  continuo a scrivere.
Le regine.
L’Amore mi permette di essere mieloso senza stuccare. Un’altra immagine. Metto a capo vai.

Una libellula senza ali che vola lo stesso, cresce il suo sogno di far vedere a tutti che ha i capelli tagliati corti e cresce la sua voglia di volare aldisopra delle rondini, con i capelli corti.

Una pazza con i tacchi a spillo cammina nella notte; nella notte piena, quel poeta non riconosciuto si porta dietro del the per incontrare dell’acqua calda con cui creare la magia, tutte le sere trova l’acqua calda senza cercarla. I tacchi a spillo si avvicinano, vecchi stanno seduti intorno al fuoco, un bambino fa il bagno nella laguna, e una sigaretta viene accesa da me.

Per dire che è tutto reale viene accesa quella sigaretta, per dire che tutto è regale. Il Dio del mio regno, con le mani sputo Arcobaleni, il sangue nero è finito, è andato perduto su tutto il cemento che ho calpestato, si gira di nuovo lo gnomo “Cosa stanno dicendo?” poi torna a correre, il vomito è nelle strade, sulle vetrine, sulle banche, sulle persone che fanno sì che il vomito gli possa cadere addosso. Cerco il mandante, ma lo gnomo no. Nel senso che lo gnomo non lo cerca. Tutti i soldi ha vomitato da quella borsa e adesso che cavalca l’arcobaleno con l’Universo in mano non vuole saperne di scie chimiche e complotti.

Sorride con le unghie lunghe al vento.

E insomma sono qui a cantare, come i drogati, ma non sono a cantare come un drogato: sono a cantare come i drogati nel senso in cui, per assurdo, i drogati credono nell’Amore rinunciandoci, e come dargli contro a quelli che si spingono oltre il limite. Io ho il mio spacciatore di Funk e rap e quindi posso ancora passare notti tranquille, ma te? Che notti passi? Stai aspettando all’ultimo piano qualcuno o no? Godot passerà fanciullo, sei tu, cercati, a chi ha scritto il contrario dico che è rimasto troppo fermo seduto su quella panchina e non si è accorto del resto. Ma dove diavolo è l’Amore? Dove si trova? Vi rispondo mentre prima metto a capo.

Chiedo scusa perché mi stavo scordando del vero Amore, di quello incondizionato, ‘..di quello che si picchia con i bastoni, di quello che va a ballare il tango sul cimitero dei cani e poi si ferma a pensare, ma un tango triste, tristissimo’ come diceva un’altra canzone, un tango senza pista e senza piedi per ballarlo, ti amo Amica mia, insieme a te laggiù in fondo, ‘in mezzo alla spazzatura chiusi in una bolla di turchese evitando i cadaveri urbani ma comunque picchiandoci con i bastoni,’ ti sputerò, ma lo saprai che non è perché mi fai schifo, lo sai già che sputerei a tutti come se potessi dare forma al mio Disagio che deve in qualche modo manifestarsi, non li farò vincere. ‘Una zattera per i mattoni da guerriglia ragazza cometa superba, io vado a costruire un astronave fatta di spazzatura per scappare via dall’Amore rovinoso e dalla terribile dolcezza del tuo fiocco sui capelli e dello sputare sulle ascelle guardando il maremosso’.
E’ importante ballare, urlare, gridare e mangiare banane mi ha fatto imparare il troglodita, un Dio del suo regno. Questo è importante, l’Amore se lo chiami arriva, se lo vuoi davvero e lo cerchi è una delle poche cose che trovi, ma è bello perché arriva anche se non lo cerchi, era Gennaio e io un sacco pieno di amore ho trovato, un sacco pieno di soldi. Anzi mi è arrivato addosso, basta stare a braccia aperte. Guarda nella spazzatura, l’Amore spesso si nasconde, fa paura, tende a rimanere laggiù, nella laguna senza scogli. Nella laguna che non conosce sofferenze finchè rimane laguna senza scogli. Il Funk è vivo e va disperso. Batti la tua mano sulla tua gamba, fumati quella sigaretta che non ti va, uccidi i demoni che ti punzecchiano alle spalle, anzi non li uccidere, fagli vedere questo, fagli leggere questo, falli entrare nel turchese e ricucili lì dentro. Mandali nelle orbite che non conoscono, aprigli la porta e fa si che la trappola non sia attuata da parte loro: fagli conoscere quello di cui hai paura, servono a quello. Non avere paura, dagliela a loro, sputagli sulle ascelle mentre guardi il mare mosso.

Non so più che scrivere, l’Amore sembra lontano adesso, e mi è venuta paura, la paura che si sia scordato che esiste, mentre io sono qui, ancora qui, ad aspettarlo, dopo averlo aspettato sopra un ponte ora lo aspetto qui, ‘Aspettalo, non ti muovere perché potrebbe arrivare e non trovarti’ mi ripeto e urlo. Se invece ti farai trovare lì, lì dove ci hai fissato, vedrai che arriverà e sarà bellissimo, e sarà tutto,

Sarà lo zen e il disequilibrio, sarà una nonna che non morirà mai, sarà un accendino senza gas con la fiamma, sarà un Arcobaleno che non ha bisogno di colori, sarà il tuo cane che non vuole mangiare, come il tuo gatto, sarà il tuo amico che volevi incontrare da anni, prima che morisse, per dirgli solo ti voglio bene, sarà il muoversi in orizzonti osservati, paranoie, che mi guardino pure, sarà una nuova massiva alleanza, sarà un gioiello fatto e mai venduto. Per Amore, sarà un sacco di biscotti rimesso a posto su quegli scaffali, sarà il cambiare città cambiando quartiere cambiando nazione e incontrare il primo bar famigliare dove giustificare quei cinque euro a quella ragazza italo-peruviana, solo per dirgli che esisti, sarà un cocktail con i gamberetti bevuto in accappatoio, sarà che lei non arriva.

Ma adesso metto la nostra canzone e andrà tutto bene. La musica è l’Amore. Niente da aggiungere, questa è la mia confessione. Questa è la mia pazzia e questa è anche la mia bellezza. Per tutti voi lo faccio, ma sopratutto per me, che siamo una cosa sola, che siamo insieme su questo pianeta e che ogni giorno dobbiamo dare un senso a questo grigio, ricordati i colori, ‘Jamais oublier les couleurs’.

Il Giallo che sorride su quella faccia che ha trovato un nuovo gioco, il Rosso che infiamma gli animi delle persone composte, il Marrone che fa cadere le foglie, ma sono solo foglie in fondo, il Verde che emette un fascio di luce dalla tua testa e non ti fa fumare sigarette, il Rosa, che va ucciso per il punk, ma che in fondo è lì e vuole soltanto essere compreso anche lui, per il Grigio che intorno a noi ha trovato uno spazio che non merita, per il Nero e per il Bianco stessa cosa, stessa faccia della stessa medaglia, la terza faccia della medaglia è l’Amore, per il Blu che sorride invadendoti e salutandoti da vicino ‘Ciao’, per l’Arancione che dimora nei capelli di poche persone, e infine per il Viola che pieno di charme si muove come fosse un altro colore. Vi amo, mi amo. Io amo.

La droga

L’amore poi finisce, così, senza finire realmente, rimane un incognita, rimane in bilico fra mille e false idee che non vengono riconosciute. L’amore infondo non c’è, ci sei tu. Sarebbe troppo bello, volevi che fosse li a riempire il tuo cuore? E invece sta li a gonfiarlo, mi dispiace scrivere questo ma a quanto pare è cosi, una brutta storia per tutti. Qui all’ultimo piano stanotte non è venuto a portarmi nessuna cartina. A quanto pare i bimbi indaco arrivano, tirano bombe, e poi corrono via avendo paura di essere scoperti, le ragazze di quel nuovo millennio stavano piene di amore, ma sbaglio anche l’italiano, sono vuote di amore, cercano di esserlo, piene intendo, cercano di rappresentarlo, ma sono nuove grandi vagine per nuovi grandi uomini, niente di più triste. Non mi interessa niente di Tara, la dea Tara, la dea Tara della dualità è sparita, mentre qui tutti la aspettavano, forse l’oppio, continua a vincere, forse la droga distrugge davvero l’amore, ma forse no, forse solo le incomprensioni continuano a distruggere tutto, cerco questo ultima parte e la dea non arriva, non arriva nessuno, rimango da solo con le paranoie sull’amore, le paranoie su questo etere, che sentirlo alle volte porta dritti a correre sull’Arcobaleno già percorso..

Mentre i figli dei figli per le strade urlavano: ”Paranoia! Paranoia!”

E mentre i figli dei figli per le strade urlavano: ” Amore! Amore!”

A questo punto Tara non c’entra più niente e le paranoie prendono campo, prendono campo dalla mia esperienza, da quei genitori che hanno rinunciato all’amore tra di loro, per potervi dire questo, per mettere l’eroina nella storia visto che anche questo ci hanno fatto, ricordatelo quando ti scordi dei complotti per amore: che comunque l’eroina ce l’hanno mandata a casa sottoforma di pacchetto medico. E allora continuo togliendo l’amore dall’amore.. Amici vogliono parlare con me, niente più amore, solo droga, contro amore, che almeno insegni questo, bene, preferisco far capire questo, non far imparare niente a questo punto, ma insegnare questo, niente più amore solo droga, non amore, drogati tutta la vita e oltre, e li anche se trovi l’amore non perseguirlo, ricorda che hai sempre l’oppio che esisterà sempre e l’eroina che ti porta via, ricorda che non sei da solo a cantarlo, l’eroina ci porta ovunque. Funk urla, non è vero che urla, ringhia, ringhia verso il nulla, questo è vero, “Ringhia forte Funk che io non sto con loro.” Gli grido “Urla forte Funk e ringhia con tutto te stesso, io non sto con loro, già i miei genitori ci stavano.” Finisco l’amore, minuscolo oramai da un pò, in tutti i sensi, sia che lo finisco sia che è minuscolo è vero, vorrei iniziare a bere tutta la bottiglia che ho buttato via mentre pensavo che esistesse. Tara è lontana anni luce, pare che non sia mai esistita. L’eroina e l’oppio e la cocaina e le altre amiche pare che siano state lontane da noi: le sostanze che prima servivano agli psiconauti per insegnarci come, scusate ho detto come, volevo dire dove, dove dovevamo andare stanno perdendo e vincendo. E invece siamo qui che l’oppio avanza come avanzava in Cina per ridiscutere la società mentre non ne crea nessuna adesso. Fortuna che non sono da solo, ricordo gli Elfi, ricordo la Giulia, ricordo il mio amico partito in moto, ricordo mia madre che a quaranta anni si fuma ancora i cannoni di ganja come fosse la sua vera medicina oltre le pillole della felicità che gli danno per portare soldi a poche persone, ricordo gli avvocati che chiedono un sacco di soldi, morti li ricordo, ricordo Tiziano con lo zen che porta in giro e ricordo i nuovi coinquilini che non mi danno noia in quanto sono. Tara, la dea Tara è lontana anni luce, Tara non esiste, non e alta e bionda, Tara e una dea del buddhismo, va studiata, ‘Ribalta tavoli, non è abbastanza scherzarci sopra’ e butta giù tutto, vendi ganja come se fosse la medicina, come disse quel gigante buono a Torino una volta, di sfuggita, come se non volesse dire niente, ma non venderla a più di un punto di quanto l’hai presa, ricorda che io non ricordo mai oltre questo, quindi uccidimi mentre mi ricordi che l’amore non c’è, che mi sbagliavo, uccidimi, pensavi che davvero facessi all’amore l’elogio, che l’amore esistesse, no, niente da fare, uccidimi, ma forse continuo a sbagliarmi, infatti sono sempre qui, sono qui che quando meno me l’aspetto arriva sempre. L’Amore, una maiuscola.

Mentre i figli dei figli per le strade urlavano: ”Paranoia!”

La terza faccia della medaglia, sono solo foglie

E allora urliamo “Parnanoia!”, tutti insieme e lasciamo andare tutto così.

“Paranoia!”

In fondo questo ho urlato poco prima. Ma io faccio parte degli altri figli, faccio parte dei figli che insegneranno ai figli di urlare Amore e li manderò alla Multiversità, a studiare quello. Scrivo il finale, che finale non è mai perchè è infinito, sopra l’Amore che si sta leggendo su uno schermo, gli scrivo sulla schiena pulita, con un pennarello e sto scrivendo in grande infatti ho già finito la schiena e sono all’altezza del primo chakra, in basso, e lo sono davvero e ne sono all’altezza, davvero, no, non è solo una metafora. Riparto dall’altezza delle spalle, cambio colore insieme allo spessore del pennarello e ne uso uno più sottile. Scrivo tra le righe dell’Amore sulla sua schiena dove ho già scritto, con il Viola. Ad occhi chiusi lo scrivo.
Sopra un comodino lontano è poggiata una carta. La donna di cuori, la vedo, è qui, scrivo solo cose vere. Nel momento di paranoia sull’Amore scomparso per le droghe.. cambio colore di nuovo prendo il Rosso, nel momento di paranoia sull’Amore Tara, è vero, era lontana ed era a casa di altri che per caso provava, e adesso sono vicino al seno e prendo il Verde, a pescare una carta in un mazzo di cinquantadue carte, senza fiducia tra quelle cinquantadue carte ha alzato la regina di cuori. Non trovo il Blu, ma forse lo ho già usato prima credendolo il Nero.
Non so come è potuto accadere che pescasse proprio quella carta, vicino ad un neo, proprio quella carta.
Questo è il mio successo, tutto questo.
Il Grigio non funziona, non si legge sulla pelle, lo lancio via. Il Giallo e l’Arancione nemmeno si leggono ma non li lancio via.
Finisco il vino veritas, finisce il Rosso, i pennarelli sono al termine, e così, mentre pensavo di dare questa ultima testimonianza capita che mi rimane fra le mani solo questo bianchetto., grazie a Dio funziona, arriva il Bianco cane Tanica sul letto che si mette beata come Funk a dormire, bianco e nero, sono di nuovo al primo chakra.
Bianca come questo bianchetto sul fianco e bianca come la testimonianza che sto per fare.
A Firenze scorre un fiume, l’Arno.
Scrivo l’ultima parte, credo, ma gliela scrivo davanti adesso, e mi accendo un drum, non una marlboro rossa.
Sull’Arno c’è un ponte dove tutti lo abbiamo aspettato, e tutti gli avete mandato un messaggio. L’ultima notte di Luna piena Lui è arrivato, per me era alta bionda e punk, con la nostra musica è arrivata, abbiamo pianto, Tanica si alza dal letto e Funk no, abbiamo attaccato una bandiera bianca, è sul ponte di Gavinana, ed è lì per tutti,come i messaggi che avete mandato, come quella carta seduta sul comodino, come le vostre cose fatte con volontà d’amare, come questo bianchetto che è l’unico colore che non è finito, quindi alzate le vostre bandiere, mettete la vostra musica, non vinceranno loro. Vinceremo noi.
E adesso sono arrivato dove tu pensi, davanti, e il bianchetto è finito e sono di nuovo all’altezza del primo chakra, dove tu pensi, e il bianchetto è finito, e quindi, invisibile, ci scrivo sopra, “Questo è Amore.”

34773xxxxx ogni storia ha qualcosa di vero e qualcosa d’altro…proprio come la storia in cui ti troverai. un solo indizio: la dama passa il fiume il cavaliere no, le strade son divise ma solo per un pò…

333499xxxxx ciao nn so chi tu sia… ma ti consiglio vivamente di andare all’ appuntamento sul ponte!! magica notte!

32830xxxxx il tempo si ferma solo per chi nn lo aspetta. nella mente e nel cuore di chi guarda l’acqua che in qualche mare rinasce o muore.

34022xxxxx se non vai da Matta..hai il cuore di latta.

33973xxxxx vai o si getta…ti aspetta dà retta..

42965xxxxx vai sull’arno per incontrarlo..

33818xxxxx l’acqua scorre, il tempo passa, folle l’azione, matta la soluzione!

34026xxxxx c’è la luna che ti aspetta..

34774xxxxx guarda che luna, guarda matta..che ti aspetta!

33970xxxxx tanto se nn ci vai non lo saprai mai…

33812xxxxx c’è la luna, c’è matta.

33330xxxxx vai sul ponte che oltre la luna c’è matta!

34918xxxxx la tara nn è niente senza il suo peso netto, vai al ponte dio cane!

32865xxxxx vai al ponteeeeeeeeeee

32882xxxxx c’è un eroe sul ponte…vai e prendilo..

33371xxxxx guarda il ponte e ama!

32040xxxxx ti sta aspettando sul ponte!

32802xxxxx tara io sono il lordo, sono un ciccio ingordo, di emozioni sono sordo.spesso mi ritrovo in situazioni, ma non trattengo i lagrimoni, quando vedo le eccezioni.l’amico matta MEO ti attende sul ponte tutto reo, concedi lui la tua presenza, che di te non può stare senza.

33930xxxxx che aspetti, raggiungi l’amore sul ponte che nn sa fare altro che unire,

xxxxxxxxxxx il matto disse alla luna_tu brilli e sei enorme, ma non hai vita_ e la luna rispose_tu invece sei piccolo e scuro,ma sei la vita _e insieme piansero di gioia, aspettando l’arrivo del sole…

32854xxxxx metti da parte l’orgoglio e vai da lui!

34971xxxxx vai..che ti aspetta”!

33889xxxxx corrri!! vai da lui!!ti amaaa

33489xxxxx questo è amore…vale la pena viverlo..corri da lui e goditi il momento!!!

33312xxxxx matta tutte le mattine a lavoromi dice:una cosa così bella non può finire così, Poi dice, non può, non può! e si tocca la punta dei capelli…

32866xxxxx …luna piena stasera..

32003xxxxx la vita è fatta di unrespiro dopo l’altro.l’amore e la vita sono sinonimi…poi ci sono le scelte…

34659xxxxx Taraaaa, non far la stupida staseraaaa…

32005xxxxx..la terra trema qui in Emilia, ma gli uomini si rafforzano nelle burrasche..basta capire chi comanda su madre terra..

34637xxxxx ciao! secondo me dovresti andarci 🙂 buona serata e scusa per il disturbo!

32802xxxxx hola guapa! un pajarito a llegado aqui, hasta a Granada, pa decirme que un amico loco de amor te estas esperando en sobre de un puente ed…

34028xxxxx non fidarti di ciò che ascolti, non fidarti di ciò che vedi, ma fidati di ciò che provi!

xxxxxxxxxx tara sospendi quello che stai facendo e sospenditi un pò sulponte..

34235xxxxx vai al ponte!

39269xxxxx arriva il mattaaa..occhio se guardi attentamente verso est vedrai un uomo che fa volare tutto!..si chiama matta!

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4 thoughts on “Amore

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