Manifesto.

 

E’ inutile far finta, qui siamo solo di passaggio.. Si, qui, siamo tutti di passaggio. Anche se viviamo, costruiamo, condanniamo, distruggiamo come se dovessimo restare qui per sempre.. E così, si è creata una struttura statica, che tenta di restare stabile all’interno di un sistema dinamico. E per quanto questa situazione possa funzionare, sarà comunque destinata a diventare un fallimento. Ma questo non lo dico io. Lo dicono tutte quelle cose per le quali è stato necessario scavare giorni interi per poter essere viste di nuovo. Lo dicono le rovine di Pompei, le macerie dell’Aquila, i tostapane ammucchiati nelle discariche.. Ogni cosa ci rende evidente questo nostro fallimento. Eppure reiteriamo a costruirne altri.. E per noi non sarà diverso. Esci di casa e guarda i muri che cadono a pezzi, le buche nell’asfalto, la ruggine sui bulloni, le spaccature nel cemento.. E non solo nella materia abbiamo fallito. Prima di adesso, il mondo è stato piatto, è stato il centro dell’universo. Prima di noi il sole girava intorno alla terra e le mele cadevano al suolo senza nessun motivo! E’ infatti evidente anche in questo caso ciò che sappiamo adesso non resterà immutato, e intimamente lo sappiamo molto bene.. Oggi, fra vecchio e nuovo, passano solo pochi secondi. Portare l’ordine sarà sempre vano. Bisogna accettare che questo posto, dove siamo tutti quanti insieme, è troppo complicato per noi. E qualsiasi soluzione si voglia intraprendere, semplificando il tutto, sarà sempre un altro fallimento. Che altro non è che Il fallimento dell’intelletto. O forse è stato proprio l’intelletto ad essere il nostro più grosso fallimento. Eresia! Ciò che ha distinto l’uomo dagli animali sarebbe un fallimento? Non è certo l’intelletto a renderci diversi dagli animali.. Persino un fiore è più intelligente di noi per capacità elaborative rispetto ai risultati ottenuti, e non ha nemmeno un centro nervoso! Perchè un fiore, sa, non pensa di sapere.. E’. Mentre noi siamo l’intelletto che indaga su sè stesso, e non su chi lo usa. Guidiamo una macchina, dando a lei la nostra identità, e non a chi la guida. Perché chi guida si è perso nelle sue fantasticherie, e la macchina fa la sola cosa che può fare: andare avanti finchè non finisce la benzina… Fermati! Adesso! Scendi dall’auto e sgranchisciti le gambe. Dove stai andando? Mi sembra una domanda legittima da porsi se si è alla guida di una macchina. Chieditelo! Perchè se una risposta non c’è, allora non stai andando da nessuna parte. Pensa, hai anche paura di arrivare tardi da nessuna parte. Fatti un giro a piedi, mangia qualcosa, riposati, fai due chiacchere con qualcuno. Non ti rendi conto? Sei talmente intelligente da poter guidare una macchina, ma non abbastanza da sapere una cosa elementare: dov’è che stai andando? E credimi, il fiore di prima lo sa benissimo! Come sa molto bene che anche lui è qui solo di passaggio.. E nonostante questo, fiorisce.. Potrebbe anche non farlo, tanto è solo di passaggio, che fiorisce a fare? Lo fa perché non ha interesse nel farlo. E’ nella sua natura fiorire, manifestarsi. Specie se è qui di passaggio! Se così non fosse, allora forse avrebbe ragione a non fiorire. Che senso avrebbe farlo se resterebbe per sempre immutato? Non esisterebbe nemmeno il concetto di fiorire! Non esisterebbe la sua bellezza! Non vale dunque anche per noi? E’ la nostra storia, il nostro trascorso a manifestare la nostra bellezza. La vita è bellezza solo perché un giorno quella bellezza terminerà, altrimenti si trasformerà in noia. Il bello esiste perché si è qui solo di passaggio.. E quello che potremmo fare è di rendere migliore il nostro soggiorno, specie per chi verrà dopo di noi. Perchè dovremmo farlo? Perché renderlo peggiore non aiutarà né i prossimi, né te. E anche se credi che nessuno ti abbia mai aiutato, c’è chi ha dedicato la propria intera vita a farlo, senza nemmeno sapere chi fossi tu, senza nemmeno sapere che un giorno saresti nato.. E’ vero casomai il contrario. Ci hanno aiutato fin troppo, anche quando non ce lo meritavamo.. E non erano esseri speciali, ma gente come me e te, di cui probabilmente non si ricorderà in futuro nemmeno i loro nomi.. E a loro probabilmente non è mai importato di questo, perché sapevano che erano qui solo di passaggio.. Perciò fiorisci! Manifestati! Non c’è timore alcuno.. E fiorendo, forse aiuterai anche altri fiori a farlo..

 

 

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