Torna

Volevo scrivere una cosa importante ma mi hanno detto che non posso stare seduto qui. Spero che questa sia tra le cose più brutte che io possa scrivere. Pochi secondi fa due sconosciuti mi hanno negato un sorso di droga liquida mentre percorrevamo lo stesso percorso. Rifiutando il mio gentile invito, scusate la mia troppa eleganza, mi sono indignato. Quasi rischiando data la mia piccola stazza. Pochi passi dopo, la stessa droga liquida, ho trovato, abbandonata per terra in una concava forma plastica.
Torna tutto, anche se lo dico perchè su questo foglio , per l’appunto, c’era scritto ‘Torna’ con la maiuscola ad inizio pagina. Pare quasi assurdo, pare quasi che sia l’unico e non un unico, pare proprio che sia l’unico a volte, e non so quanto ci credo, ma quando torno a casa, e cammino per le strade, e sono da solo, e i miei passi non seguono nessuno, allora, allora mi chiedo se davvero sono unico o sono solo uno dei tanti disperati.

°°°°°°

Tornerò per riprendere in mano la situazione. Non vorrei mi sfuggisse di mano, la situazione. Sono stato un mese più o meno da solo. Alone, come il nome dell’unico ragazzo che ho conosciuto. Sicuramente ho osservato i lati su cui voglio lavorare. Risolviamo innanzitutto le cose principali che mi bloccano: il rapporto di conflitto con la madre, i blocchi energetici e l’educazione maschile mancante in parte. Chi era Antonio? E mio padre che salvezza ha trovato?
Se lavori o ti rifugi nella Chiesa sei salvo, altrimenti sei condannato allo ‘smarrimento’. Potrei lavorare e salvarmi, così, alle spalle dei grandi incassi con minimo sforzo.
Prima l’aristocrazia era un’altra cosa. Nobile lo eri di sangue. E quella parte della specie nobile si riuniva fuori dal volgo, in aristocratici appuntamenti. Adesso che la nobiltà sembra appartenere anche al volgo, l’aristocrazia che si presenta e si riunisce è priva di nobiltà. Nobili si nasce, o si diventa in base alle virtù, non di certo per i cavalli dello yacht o per la fila di zeri che si ha in banca. Comunque.
Quand’è che una famiglia nobile diventa meno? O quando perde la sua nobiltà o quando gli viene tolta. Le famiglie con un solo primogenito sono più facili da smontare. Basta togliere l’illusione di un buon futuro. Così tutto si riduce, nel caso di un pessimo passato, a ritrovarselo sopra le spalle, davanti agli occhi, e continuando così a vivere nel passato rielaborerai soltanto le informazioni già ottenute e ogni nuovo fenomeno ti sembrerà collegato agli altri.
E intanto il futuro ti rimane alle spalle, così che ti scivola addosso. E quindi il passato si riduce a una serie di fenomeni/ricordi collegabili, volendo secondo calcoli. Secondo quali criteri si assimilano i fenomeni e su quale base certi rimangono stampati sulla pelle e altri riaffiorano come bollicioni? Chi studia queste leggi? Direi che è il campo della psicologia a livello etereo e della psichiatria a livello chimico. Due processi totalmente diversi!
L’uno si occupa di ricercarne le cause, quindi nel passato, per risolvere il trip. Quindi risolvendo l’effetto, perchè cercata la causa nel passato, permetterà all’individuo di camminare in avanti verso il futuro. Sarà così che voltando la testa alle spalle non vedrà che eventi accaduti. “Libertà di cammino” direi io, di camminare in avanti con la testa alta con carta bianca verso un futuro incerto.
L’altra, anche se si prefigge lo stesso scopo di ‘curare’ le persone, si muove in direzione diametralmente opposta. Va alla ricerca degli effetti. Cerca di individuare l’effetto e una volta trovato va ad agire su quello chimicamente, cioè con una sostanza. Una domanda sorge spontanea. Una volta eliminato l’effetto, la causa che fine fa?
Per come l’ho vista io, drogato, mezzo fricchettone e mezzo yeah, figlio di tossici che hanno seguito due programmi di recupero statali: la comunità e la prigione, vj, attento playboy, violentato da piccolo, con un educazione maschile donata da un pazzo e quella femminile dovuta ad una super nonna cristiana e ad una madre/sorella, goano, nano, insomma per come la vedo io la causa rimane lì, l’effetto sparisce in modo anomalo e la causa ripropone il bollicione.
Una volta andai su consiglio della super nonna, ingenua super nonna, da un dottore, uno psichiatra con i contro cazzi, etc. Appena entrato si presentò e mi disse “Dimmi figliuolo che ti è successo”, io risposi soltanto che ero un pò depresso e che la matina non mi alzavo. Lui mi prescrisse una pasticca per una settimana e mi chiese cento euro e poi mi chiese di tornare trascorsa una settimana. La nonna è ingenua perchè non conosce la realtà conosce solo le vittime del telegiornale. Comunque. Inutile dire che la pastiglia non la presi, non potevo far sì che mi alzassi per una pastiglia, non volevo rimuovere solo l’effetto così, con una pastiglia. Non toccando la causa. Era giusto che fossi depresso, infatti la causa è sicuramente qualcosa di relativo al passato. Non rimuovendo la causa si ripresenta l’effetto con la sonspensione del farmaco, diventa pesce fuor d’acqua, ti prendono con l’acqua alla gola.
Una volta risolto, il passato, rimarrà alle spalle, potrai guardarlo voltando il collo.
Si ma una volta che si è abituati a star mal come si scrive la carta bianca del futuro? Non lo so. Vorrei non dire più “non lo so”.
Non posso partire così, non riuscirei a godermi il presente in divenire, cioè il futuro. Non posso curare gli effetti con il Presobenismo, sennò diventa paragonabile alla Psichiatria. Anche qui è la soluzione della causa che porterà, con aria leggera, Presobenismo disinteressato.
Piccolo particolare: come si risolve una causa, come si supera un fenomeno e soprattutto che significa averlo risolto? Non vorrei finire in un serpente che si mangia la coda. Alla fine non so niente della mia famiglia, nè della parte contadina, nè dalla parte nobile di Jorii. Personaggi non identificati, Antonio probabile vittima adesso morto finito dopo i vari TSO, lesse il diario di mio nonnp e non rimase lo stesso.. quel diario è scomparso, Donatella sorella di mia madre morta all’improvviso in una barca in Sardegna ha custodito il diario e pare che solo lei ora saprebbe dove si trova, Bruno, il Nonno che stava con la super Nonna, chissà che diavolo di storia, mi ricordo solo che mi regalò una Nintendo prima che morisse di un cancro non trovato, zia Licia e Lina sorelle del nonno, no le zie hanno un altro cognome, zia Maria questa misteriosa paladina vissuta sola gli ultimi venti anni di vita dopo la morte del marito, mi lasciò un pò di soldi in un testamento che diceva di rendere delle cose a una caserma/circolo di stampo fascista, o era partigiano? Zia Ginetta sorella della super nonna, orgogliosa della sua nobiltà a quanto pare dovuta alla famiglia Jorii. Da cui discendo io? Chi sono gli Jorii? Il marito di Ginetta fu il primo sommo dottor Zuccoli, Gino mi pare, e mi pare anche il primo odontoiatra italiano. Tanto di cappello, la zia gli si concesse vergine a venti anni o giù di lì, con tanto di  mutande insanguinate appese alla finestra.
Nobiltà.
E i loro figli? Due macchine da guerra. Uno sta a Roma, aho. L’altro in Florida con tanto di ferrarino e caddilac, messi bene direi. Non si è capito ancora che cariche ricoprissero nel lavoro militare, generali a conferenze Nato?
Niente mi son riperso, queste sono grandi linee, peccato perchè quelle più sottili sono molto avvincenti. Il passato familiare non preciso lascia tracce per fantasie di tutti colori.
I say yo. Non c’è modo, non c’è verso, non vi è libertà, aspetto solo il giorno in cui sparirò in mezzo alla giungla. Che kaos. Mi hanno messo paura, continuano a mettermi paura questi stronzi. E continuo a soffrirne di questa paura, come adesso che con una mano scrivo e con l’altra copro le parole che si susseguono. Il controllo mentale. Mi sento osservato, e il limite tra paranoia e  verità è sempre più sottile, non vorrei che arrivasse a scomparire definitivamente. La paranoia è quando distorci la realtà o meglio la tua mente distorce i fenomeni seguendo una precisa linea.
Risolvi le cause, io lo sto facendo, e cammina con la testa alta e carta bianca verso un futuro incerto. Non avrei mai scritto queste cose se solo mi ci fossi messo ora con la penna in mano. Sono un pò datate, giusto un apio di anni, duemila dieci, duemila nove. Che si fotta il controllo mentale e i suoi derivati. Crea quello che vuoi e fallo con amore. Che fricchettone..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...