Benvenuto alla luce.

Era notte. Una di quelle che non sapeva se gli sarebbe riuscito dormire. Fuori, gli ultimi rumori notturni, qualche sportello che veniva sbattuto forte e i saluti di un gruppo di amici disgraziati.
La sua vita si esauriva durante la notte: era troppo difficile addormentarsi per lui tanto quanto alzarsi da quel fottuto letto la mattina.
Spesso, gli capitava di impiegare il massimo delle sue energie soltanto nell’intelletto, per spolparsi della sua immaginazione senza cavarne un ragno dal buco, e quanto gli sembrava faticoso a volte. Non capiva cosa gli capitasse intorno; ma era sicuro che qualunque cosa potesse capitargli non l’avrebbe toccato più di tanto.
Le esperienze che aveva vissuto gli erano bastate a capire che le emozioni non si regalano senza un motivo sincero e così per toccarlo nel cuore adesso serviva qualcosa di più che una semplice esperienza terrena.
Gli impegni, un termine che non gli riusciva masticare, come ‘dovere’ o ‘obbligo’. Spesso lavorava con l’immaginazione per crearsi la sua isola di conforto lontano da occhi indiscreti.
Non era importante che gli altri lo capissero, non era nemmeno importante che gli altri notassero quanto in realtà era elevato nella sua sprezzante solitudine.
Odiava la madre, odiava le persone più care e odiava la vita. A scapito di qualsivoglia prete, o seguace di Cristo, non riteneva un dono l’esistenza, bensì, un macigno attaccato con catene di ferro arrugginito ad un collo troppo esile per poterlo sopportare. Un peso che prima o poi avrebbe scaricato nel più buio degli abissi.
Non gli piaceva l’idea che il bene, le cose buone, dovessero essere le cose da fare, ma i suoi vetusti insegnamenti cristiani lo costringevano ad un esistenza tormentata tra la scelta: se essere la pecorella smarrita o il lupo da caccia.
Era un attore senza esserlo veramente, riusciva a sfilarsi e a cambiarsi maschere come più gli aggradava,si immedesimava in personaggi nobili o da taverna, cavallereschi o misogini, a scapito di chi o di dove fosse. Riusciva a mostrare esclusivamente il meraviglioso lato della sua personalità in situazioni vantaggiose, per poi ritrarsi nei suoi più sottili angoli infernali, dove la menzogna e la meschinità brillavano di luce propria.
E come poteva non essere così dopo quello che aveva passato. Si ripeteva che la sua non era un’esistenza tormentata, che era semplicemente diverso dagli altri. Che bello o brutto, che bene e male non esistevano, ma solo ‘diverso’. Che giusto e sbagliato sono i tornaconti di persone pseudo-ragionevoli che con un sacco di arie si permettono di stabilire giudizi di valore su faccende che forse appena riescono a toccare, con la loro misera esistenza.
Era un relativista.
Senza credo, senza certezze e sicuramente senza un atteggiamento da portatore di verità.
Già ..la verità…
Tra la sua immaginazione cercava di comprendere cosa volesse dire, cosa voleva dire per i filosofi che aveva studiato, e cosa voleva dire per i preti che aveva conosciuto.
Ma era ancora troppo giovane per capire.
Intrappolata in un corpo adolescenziale, la sua luce si rifiutava di brillare per un pubblico così poco meritevole, e così si innalzava fino agli estremi del suo ricco pensiero, al di sopra dell’abisso. Ma sapeva che era pericoloso far ciò.
La filosofia era la sua malattia, e ne era anche la cura. Era un serpente che si mangiava la coda. Sapeva che continuare su questo sentiero non l’avrebbe portato che a poggiare i piedi su soffici e fragili nuvole: lui che cercava la terra ferma. Questa era la sua condanna, questa era la sua benedizione.
Nacque dal dolore, dalla droga, dall’inadeguatezza di persone troppo vulnerabili per riconoscere i propri errori. Nacque dallo smarrimento di persone troppo giovani per permettersi di creare vita, nacque dalla depressione, nacque per adempiere ad un compito troppo gravoso per il suo gracile essere solamente un uomo: riempire di senso due esistenze vuote e private di tutto ciò che di decente e miracoloso si trova nell’esistenza.
E così il pianto del neonato si propagò, finemente giustificato, in una stanza rafferma di un ospedale qualunque in un paesino qualunque.

“Mi scusi?”
“Cosa ci fa lei qui?”
“La prego, non sapevo dove andare” disse la ragazza mostrando una pallina di carne che piangeva tra le braccia.
A quell’ora anche i treni erano addormentati, ce n’era uno in partenza per Torino e sopra le panchine di attesa vi dormivano molti senzatetto e altrettanti spacciatori o tossici.
‘La ragazza era più una bambina che una donna e sicuramente quello non è suo bambino’ – pensò il controllore accennando un sorriso di compassione.
“Va bene va bene, non è l’ideale passare la notte qui per suo fratellino, è un postacc..”
“Non è mio fratellino, è mio figlio, ha venti giorni.”
“Mio dio, e tu quanti ne hai?”
“Di giorni..? Beh, diciamo sicuramente meno della metà dei suoi signore.” e strizzò l’occhio come a sottolineare la potenza dei fatti.
Il controllore li porse il suo aiuto ma la ragazzina aveva smesso di accettare mani protese e si alzò lentamente per allontanarsi da quel crocevia di treni e persone.

Quel bambino divenne uomo prima del tempo, intuì che l’istruzione accademica non faceva per lui e lo dimostrava la sua carriera scolastica: assenze mirate di quattro in quattro perchè dopo il quinto giorno a scuola si porta il certificato medico. Comunque. Pieno di intuizioni. Studiava solo quello che voleva apprendere e poche volte si fece corrompere. Riuscì a rimanere in disparte nella normalità che non gli si addiceva. Nemmeno la parola Università gli andava a genio, avrebbe preferito Multiversità.. ma non faceva lui le regole del gioco; per ora.
Quella ragazzina invece rimase intrappolata in quel periodo, rimase una bambina, perse i suoi anni di gioventù libertina e dinamica.

Troppo facile descrivere. Cos’è una biografia? Le rondini volano basso. Allora piove. Perchè i moscerini stanno vicino al suolo quando sta per piovere, e le rondini mangiano i moscerini. Non è logica, è la natura. Non è ragione è istinto, nemmeno istinto è solo natura. E che cazzo è la natura?
Ma è la domanda che è sbagliata.
Non si può definire l’indefinibile. Anche questa pare logica, e pare che sia anche la cosa che abbia fatto impazzire tutti quelli che l’hanno presa come una sfida. Vincere contro questo fottuto gioco.
E invece c’è da divertirsi, c’è da esprimere la propria vita come un pittore lo fa sul suo quadro. Solo che il gioco è molto più vasto sul piano della realtà, un’infinità di gesti, di legami, di costruzioni immaginarie per creare storie, anzi, per creare la tua di storia.
E il gioco diventa divertente, diventa interessante, un ragazzo se ne andava in giro pedalando col pensiero che tutto quello che stava facendo era inutile, e poi.. gli venne in mente il sorriso di una ragazza. Molto semplice, niente domande, nulla da definire. Basta “avere due orecchie per capire”..

Adesso che ho messo queste premesse posso far assolutamente quello che voglio. L’idea di questo libro ormai mi sembrano secoli che è andata perduta. Mi viene in mente un cavallo bianco e una mappa disordinata di concetti legati per le briglie ad esso. Ma mi viene anche in mente un cavallo bianco che corre libero in un orizzonte sconfinato senza erba, in mezzo a petali di rosse rose del deserto.

L’amore.. mi sa che è troppo presto parlare di questo, ma forse è impossibile parlare di questo. So che esiste o che almeno le lettere che creano quella parola hanno un significato.

Quella ragazzina sapeva che gli aveva salvato la vita. Brutto rinfacciare al proprio figlio la colpa di essere venuto al mondo. E in fondo i figli che colpa hanno di finire nel labirinto vuoto del gioco.

Annunci

3 thoughts on “Benvenuto alla luce.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...