Tutte le Biblioteche

Tutte le Biblioteche

Sembra che a Luglio mi laureo. Sembra, perché in queste cose il dubbio è sempre legittimo e c’è inoltre il problema tipico in psicanalisi se sono io che mi autorizzo nel mio laurearmi o sono altri, dietro un tavolo, che mi autorizzano a farlo. Kafka forse parlerebbe di doppia impossibilità, io volevo parlare di biblioteche. Perché, senza voler spiegare tutto, tutte le ho girate e sarebbe meglio dire subite o semplicemente interfacciate. Il titolo, come si evince, è un plagio dell’ultimo di Santoni, che però parla di ragni e di montevarchi, tra le altre cose.

1. Lettere

Lettere o la palude si divide in due biblioteche principali: l’Acquario, dove si va esclusivamente per cercare di scopare  e non scopare mai, o ascoltare l’uomo che rutta e scureggia; la sala di consultazione di filosofia, che visse un’epoca felice e che adesso è popolata solo da fantasmi e fantasmi di fantasmi, riconoscibili per il passo strascicato e la pelle che si stacca dalla pelle stessa. Vi si respira anche aria di Collettivo, che fa rima con voglia di scopare e sfiga. Puzzo di palle. L’antipolitica è nata in quel luogo e da lì non si è mai più allontanata. Pur frenquentando Lettere per quasi un decennio, le sale ai piani alti, archivistica, slavistica, continuano a non essere dei luoghi, ma delle ombre. Tra i punti favorevoli la presenza, in cortile, del più grande poeta vivente, Mirco Pisellini e di una colorata comunità rom, ultimi situazionisti rimasti che seguono il dettame: Non Lavorate Mai.

2. Oblate- Sant’Egidio

Hanno aperto di recente una nuova cripta, il caffè al bar lo fanno cattivo. La terrazza è bella, in ludoteca a giocare alla play non ci fanno più entrare. Altro luogo di studio dedicato alla ricerca di scopare, le donne sembran più belle, ma è solo maggio. Lunedì mattina mi viene voglia di andare, ed è chiuso. Il sabato è popolato di gente triste che pur consapevole che non studierà, decide che la sua abitudine è comunque più forte di tutto il resto. E riassumendo non ha idea di come passare un pomeriggio.

3. Formazione

Via Laura, struttura marmorea e senza luce, l’ennesima cripta dove il livello estetico generale è bassissimo e se sei il neutro ti sentirai come George Clonney nel novantasette. Vi studia gente cattolica, gente grassa e gente grassa cattolica che chatta tutto il tempo e non scoperanno mai. cazzo. E’ accettabile solo di Sabato, dove è una dei pochi luoghi dove si riesce a studiare. Punti favorevoli: nessuno.

4. Palagio di Parte Guelfa

Locus amoenus, hanno di recente messo le porte scorrevoli automatiche. Fa freddo d’inverno, si trovano personaggi usciti dal Malte di Rilke, una comunità greca e quarantenni abbronzati che studiano giurisprudenza. Il bibliotecario che saluta tutti quando arriva e quando va. E’ uno dei luoghi dove si trova letteratura sudamericana e spagnola, per un gemellaggio impossibile su cui non si è ancora indagato a sufficienza. In emeroteca può capitare d’incontrare una ragazza orientale tragicamente bella, e la tragicità sta nel suo parlare come uno scaricatore del mercato ortofrutticolo. Lo dico per te Jaja, se mai sei in zona e piove. Punti favorevoli: lì vicino si può vedere il tennis, se si è amanti di Wallace o meno.

5. Nazionale.

La firenze bene non è mai stata meno bene che di questi tempi. Si riesce a studiare anche quando non si vuole, qualcosa a casa lo si porta sempre. Si riscontra la presenza di ragazze liceali, la parola è ninfette, che parlano di Profe e non conoscono il Pop in Santo spirito.  Il volontario che controlla i biglietti azzurri e che le bevande siano tenute sotto i tavoli, il tugurio che puzza di fogna e i volantini di Alba di Ginzberg che ha scelto il nome del movimento il giorno prima che il movimento nazista Alba Dorata sfondasse le soglie del 10 per cento in grecia, con un tempismo che non può essere casuale. Punti favorevoli: Vladimir Vladimirovič Nabokov.

6. I Ciechi, Architettura, Biblioteca di Gavinana, Biblioteca di Santo Spirito, Viesseux

Non sono biblioteche, sono bar. Servono a giustificare la spesa sociale e i dipendenti pubblici più alta e più inutili del mondo. Si dice che nessuno che studia in questi posti si sia mai laureato nella storia, come se passi davanti al Cepu e guardi dentro steccherai l’esame successivo. Leggende, certo..

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One thought on “Tutte le Biblioteche

  1. 1: Ricordo quando dopo aver finito di leggere ‘Così parlò Zarathustra’ mi accesi una sigaretta lì, in biblioteca, abbasso le fiche, evviva il clown che, sopra il filo, ride di tutti.

    2: Chissà a quante amiche mie avrai visto le tette.

    3: Nessuno ha mai scopato andando lì.

    4: Il tennis è una ricchionata, come il nuoto, come il golf.

    5: Una volta sono riuscito a studiare per quasi tre ore di fila. ‘Riuscito’ doppia valenza: ri-uscire / ri-escere. Non è corretto, riuscita.

    6: Ai ciechi si studia, le fiche non lo sono di fatto, sacchetti di popò di fronte a libri fatti di popò, le fiche ai ciechi. Un sacco di persone si laureano ai ciechi. Sembra quasi criptica come cosa. I ciechi. Vada per le altre come bar.

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