Senza titolo nè coda

A 24 anni la mia vita è piena di buchi come un colabrodo. Il mio posto non ho ancora capito dove si trova, spero almeno che esista. Ho provato a stare in alto sulle vette, ma non è bello guardare gli altri da lassù, ho provato a buttarmi infondo a un mare di fango, ma sembra che poi quelli puliti ti facciano schifo, nemmeno sulla spiaggia a prendere il sole mi trovo bene, come sono mediocri i granchi. Cosa ho capito fino ad ora? Cosa credevo di aver capito? Non importa niente di ciò che ho costruito se odio le strutture, perdo tempo a costruire massimi sistemi per una futura felicità quando poi li spazzo via con una scopa da quattro soldi. Mi dimentico che il paradiso è qui e ora. perdo di vista il filo conduttore, questa estate avevo scoperto che il modus vivendi migliore è quello liberato dalle impalcature imposte dagli altri, sono arrivato a fare un atto psico-magico che ha comportato quello che volevo… perdermi come una goccia d’acqua nell’oceano. Pensavo mi si addicesse. E comunque per trovarsi.. bisogna perdersi(luogo comune). Ok mi sono perso in brasile di proposito, e qui le briciole di pane che segnavano il ritorno a casa sono state divorate dagli squali. Quanto cazzo adoro stare da solo, ma poi non condividi quello che adori e allora che ci stiamo a fare tutti insieme, scendo dalla vetta di nuovo. L’autodistruzione non porta risultati, al massimo attiri l’attenzione, ma sa più di una compassione cristiana verso uno che sta male.. naa non è il mio stile. Devo, devo.. no! Voglio. Ero arrivato al punto in cui non mi interessava troppo cosa facessi, ero arrivato al punto in cui mi bastava mettermi un obiettivo lontano da raggiungere per stare bene, e cercare di arrivarci con una certa qualità essendo disposto a cambiare meta volta volta, ma ho perso di vista quella qualità che solo occhi perlati riescono a vedere. Ma non voglio solo stare bene. Ho venduto i miei occhi a un essere che non li merita. Mi voglio riappropiare di loro. Non Devo, Voglio. Il momento migliore per mollare tutto si dice è quando si raggiunge la felicità.
Restart. Idee confuse. Abbandonare la logica non è un gioco da ragazzi. Ti ritrovi allo specchio con te stesso. Con la pazzia. Occhi di marmo di fronte a quello specchio. Occhi sicuri. Un passo indietro e poi il grande salto. Due passi indietro sono troppi, ti permettono di pensare, e logicamente quel salto non lo farebbe nessuno. Ma se non ti butti che cazzo giochi a fare? Puoi rimanere a fare il granchio sulla spiaggia. Avevo paura del mare, soprattutto degli scogli. E ora invece mi ci sono perso. Basterebbe sentirsi un tutt’uno con lui. E’ lì che li scogli non diventano un ostacolo ma una deviazione del percorso, malleabilità.
La rabbia è assopita, l’odio si è addolcito, l’amore è svanito, la ricerca è sospesa, la furbizia è sleale, l’amicizia è fiducia e la fiducia è pericolosa, il matrimonio è una trappola, la compassione è cristiana, l’esperienza sembra tutto, la credenza è facile, i soldi sono il demonio, il male è come il bene, Dio è poliedrico come me. Siamo Dio?
Processi mentali per esperienze mistiche, prova a distenderti una volta su una spiaggia, senza lampioni o ombrelloni che trasformano la natura, da solo, prova a guardare il cielo prova a guardare dove finisce, pensa alla forza di gravità, pensa che non può essere inventata o scoperta, c’è da sempre, guarda l’infinito sopra di te e se non ti senti troppo attaccato a questa terra, se non vuoi fare il granchio ma l’angelo, se lo Vuoi davvero vedrai staccarti dal tuo corpo ondeggiando verso l’alto. Hai paura? Io ho avuto paura, dovevo farne solo uno di passo indietro, due sono troppi. Rimonti al volo la legge di gravità stringi forte la sabbia e riatterri nel tuo corpo al volo. Peccato sarebbe stato bello cadere verso l’infinito senza sosta, senza remore senza pensieri senza ancora, senza ritorno senza paura, con gioia immensa, finire nello spazio abbracciando le stelle e girando intorno alle costellazioni più lontane, prendendo un caffè con gli alieni ai margini del visibile e sentire come ci vedono. “Mi raccomando quando torni diglielo che il caffè te l’ho offerto io, ci vedono sempre come invasori, e invece continuate a stare lì a costruire bombe atomiche.”
Biglietto economico per l’infinito. Ma cosa cerchi di più?
Un lavoro una famiglia e la felicità.
..e l’infinito?
L’infinito è per i pazzi.
Colori standard per persone standard. Se una cosa non la vedi non vuol dire che non esista, la pazzia è fonte o forma di vita? E’ toccare a mani nude uno smeraldo che non esiste vicino una donna nuda.
Il grande salto.
Occhi di carne. Esco a fare due passi. Voglio andare a cercare i miei occhi di perla ne metterò uno a destra per vedere cosa c’è di bello con la razionalità, a sinistra ne metterò uno di marmo per tenerlo saldo verso l’infinito con la parte intuitiva, sarà duro e fermo, non vacillante: uno specchio di fronte a uno specchio. Quelli di carne stretti nelle mani a ricordarsi del calore della vita. E il terzo invisibile nel centro del cranio sarà quello che renderà possibile la visione, ammirare con razionalità la bellezza dell’infinito irraggiungibile con una sola logica che cade su se stessa.
La trappola del corpo, decostruita con furbizia, non sei lì dentro, e tanto meno sei, come credi, nella tua testa!
Ma tanto c’hai da pagare le bollette, ed è difficile ricordarsi di ricordare. Ci dimentichiamo di tutto. Le cose importanti vanno buttate infondo alla massa superficiale della coscienza, puff scomparse.
Scrivo per rendere l’idea non per fare un manuale tecnico.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...