Il disagio

Mai scusarsi per il disagio. E’ una bandiera che, se tenuta alta, esprime quello che ci hanno fatto.
Il disagio.
Chi, ci ha fatto cosa, non è ben chiaro.
Ma quella bandiera ho deciso di tirarla fuori da quando mi sono accorta di possederla. Siamo carne da macello. Siamo rimasti pochi. Siamo maledetti, siamo gli ultimi demoni in grado di far alzare quella mano, per mostrare che in principio, e non in fondo, c’è qualcosa che non va.
Il disagio. Nell’era in cui lo spirito avanzava a testa alta con lo sguardo immobile verso l’orizzonte nessuna mano era costretta a sventolare, fredda, quella bandiera.
Quando vivevo prima, ricordo che, insieme all’amore, potevo muovere i passi per il mio impero.
E adesso rimango sempre qui, cammino sempre più in basso e pochi altri demoni vedo al mio fianco, pochi altri demoni desiderano guardare l’alba con la luna piena.
Una ferita, venuta da vicino, ha decimato quel camminare tutti insieme, quel camminare verticale.
Sparpagliati su questo cemento, solo in pochi vediamo quelle gocce di sangue nero che lasciamo cadere dietro di noi. Cemento che non merita quelle gocce. E io, che mi sono suggerito di guardarle e di raccoglierle, adesso lascio che non vadano a finire pestate da altri su questo dannato cemento.
Le conservo, ne ho abbastanza per poter finire di usarle su questo foglio bianco. Gocce di sangue nero uso infatti per rimodellare l’oro e l’argento.
Ma niente più oro e pochissimo argento ho da portare con me fino all’orizzonte per ammirare quell’alba dalla luna piena.
Questo è il mio disagio.
Questa è la bandiera che voglio tenere alta. E quando finalmente una legione sarà al seguito di essa, allora spazzeremo via quel cemento e bruceremo poi quella bandiera per permettere, all’amore, a quell’amore sepolto lì sotto, di tornare a risplendere nell’oro e nell’argento, facendo sorridere quei demoni che insieme, finalmente, torneranno a camminare verso l’alto, portando con se quelle gocce di sangue nero che nell’epoca mia vedo sempre più spesso in giro.

Mai scusarsi per il disagio.

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2 thoughts on “Il disagio

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